21 febbraio 2016

Il nome della rosa

Parlare di questo libro, edito nel 1980 e universalmente noto, può sembrare superfluo. Con 50 milioni di copie vendute nel mondo e traduzioni in più di 40 lingue non servirebbe aggiungere altro.
Ma in questi giorni è scomparso il suo autore, uno dei massimi intellettuali della cultura italiana e mondiale e riproporre una recensione di questo famosissimo romanzo è un piccolo omaggio alla mente acuta e fertile di Umberto Eco, i cui scritti continueranno a parlarci per molti anni ancora.
"Il nome della rosa", in verità, è un romanzo dalle diverse chiavi di lettura, uno di quei racconti che non stanca mai e del quale ogni volta il lettore apprezza un diverso particolare, un sorprendente e innovativo punto di vista. Può essere letto come un giallo sherlockiano (e il protagonista Guglielmo da Baskerville ne richiama nel nome la cifra), o come un romanzo di ambientazione storica (e qui il Medioevo lascia davvero il segno nel lettore). O anche come un libro intessuto di filosofia, o di teologia, o di politica, o sociologia.
O tutte queste cose insieme.
Quello che è certo è che il quadro offerto da questo romanzo spalancò negli anni '80 un interesse diffuso e non banale sulla cultura medievale come prima mai e, senza addentrarci nelle critiche o nelle apologie, contribuì in modo determinante ad appassionare una vastissima schiera di lettori ad un periodo storico fino a quel momento ingiustamente relegato ai margini dell'approfondimento scolastico.
I personaggi hanno una caratterizzazione fortissima: in alcuni spicca un pensiero estremamente moderno e scientifico, in altri una visione del mondo atavica e immutabile. I fatti misteriosi e terribili che costituiscono la trama del racconto vedono intrecciarsi reazioni basate sulla logica frammiste ad altre basate sul credere, in uno scontro mai risolto tra fede e ragione.
E sullo sfondo la lotta incessante all'interno della Chiesa fra spirito evangelico e difesa dei privilegi e del potere acquisito. E se non è attuale tutto questo....
Nella vasta opera letteraria di Umberto Eco, tutta di altissimo livello culturale, questo libro rappresenta il suo più bel biglietto da visita, quello che l'ha reso famoso al vasto pubblico. Che poi fu seguito da altri capolavori come "Il pendolo di Foucault" e "Baudolino" la cui lettura offre soddisfazioni difficilmente rintracciabili in romanzi che non siano vere e proprie opere d'arte.
Senza parlare dei suoi saggi, sempre finemente ornati da uno spirito critico e da una libertà di pensiero che fa ampio uso dell'ironia come strumento per ricercare la verità.
Rendiamo quindi onore ad un Maestro della letteratura e riprendiamo in mano i suoi lavori. Nessuno ne rimarrà deluso.
Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus 


  Autore Umberto Eco

  Editore Bompiani

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