05 febbraio 2016

Giuda

La meravigliosa scrittura di Amos Oz ne fa uno degli scrittori più grandi dei nostri tempi e anche questo libro ne è una limpida conferma.
Le parole scorrono con eleganza, senza rumore; gli intrecci sono intessuti mirabilmente, con sapienza e stile; le storie hanno il sapore dell'eterno e del quotidiano; le atmosfere hanno un tocco poetico ed evocano la forma eterea della fiaba insieme alla cruda sostanza del reale, come in una forma di ipostasi.
In questo libro, in particolare, l'autore invita il lettore ad una profonda riflessione e lo fa nel modo più intelligente: invitandolo a riconsiderare le sue categorie morali, abbandonando i più vieti stereotipi.
Una lezione da non perdere.
La figura di Giuda Iscariota è uno dei temi principali del romanzo (ma non certo l'unica) e la questione è se egli sia realmente il traditore per eccellenza, come i Vangeli e la storia l'hanno definito, oppure se sia stato l'unico fra i discepoli di Gesù che abbia avuto davvero fede, fino alla croce. Sì, perché forse a volte la capacità di "vedere oltre" scandalizza coloro che non hanno tale visione e, ai loro occhi, il travalicare certi limiti è tradimento.
E la vicenda di Giuda si intreccia con quella di Israele di oggi, o meglio degli anni successivi alla guerra di Suez. Quando il neonato Stato di Israele combatte e vince contro il mondo arabo. Ma è vera gloria? Oppure è solo il prologo della fine? C'è qualcuno, a Gerusalemme, che capisce che la guerra che già è scoppiata fra il modo arabo e quello ebraico è destinata a durare in eterno perché non si è voluto "vedere oltre" e andare verso una soluzione di pacifica coesistenza. E, proprio per tale idea, chi l'ha propugnata è stato etichettato come traditore.
E la vicenda di Giuda si intreccia anche con quella di una donna, che ha perso il marito in guerra e che dona a un giovane studente suo ospite un soffio della sua femminilità. E' una donna che tradisce la memoria del marito? O è l'unica che "vede oltre" e che riesce a trasmutare alchemicamente il suo inesauribile dolore in un dono per chi si è perduto e che può fargli ritrovare la via in questo mondo?
Quid est veritas?
E come può l'uomo orientarsi se anche le sacre scritture dicono tutto e il contrario di tutto? A proposito della donna, in Qoelet si dice: "Trovo più amara della morte la donna" mentre in Proverbi: "Chi ha trovato una donna, ha trovato una fortuna". Dov'è la verità se anche la Parola di Dio cade così pesantemente in contraddizione? Come e dove cercarla?
Forse ha ragione Kafka, che Amos Oz, senza mai citarlo, sembra far trasparire in filigrana: "Chi cerca non trova e chi non cerca sarà trovato".
Coppia Oz-Kafka batte Coppia Qoelet-Proverbi. Gioco, partita, incontro.



  Autore Amos Oz

  Editore Feltrinelli

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