Judith è una donna.
E questo basterebbe a descrivere la protagonista di questo romanzo, abilmente scritto, efficacemente sostenuto da una trama non banale e dai contorni psicologici molto ben delineati.
Judith è una donna. Intelligente, molto ben preparata nel suo lavoro, elegante e sensuale. Eppure tutto ciò non basta, nel mondo delle case d'asta e dell'arte, per consentirle di emergere come vorrebbe e come dovrebbe.
Colpa di un ambiente, comune a moltissimi settori lavorativi, in cui solo gli uomini possono aspirare ai vertici direzionali, mentre le donne sono condannate a restare relegate al ruolo di stagiste accondiscendenti e servili.
Ma Judith è una donna a cui questo sistema non va bene. E facendo leva sulle sue capacità, sia culturali che relazionali, usa spregiudicatamente i propri talenti, compreso il sesso più estremo, per soggiogare abilmente quegli uomini che la vorrebbero subalterna e che non si rendono conto, abbagliati dal loro presunto potere, che lei ha più forza di loro.
Judith è una donna in cui la lucida volontà di raggiungere i propri obiettivi ha la priorità su tutto, anche sulla morale. Gli uomini di potere sono sempre amorali. Perché per una donna deve essere diverso?
Judith è una donna che porta nel suo nome il suo destino: una novella Giuditta che, senza essere accecata dall'odio, senza essere condizionata dal sentimentalismo, ma con una glaciale, lucida e inflessibile determinazione, è disposta a tranciare la testa di ogni Oloferne che si frapponga fra lei e il suo futuro.
Judith è la protagonista dei quadri di Artemisia Gentileschi che così efficacemente, in modo quasi sfacciato, ritrae il carattere profondo di una donna puramente e semplicemente tale.
Judith è una donna incapace di amare, spietata e anche psicopatica. Ma nella lotta per la sopravvivenza della specie, sono questi gli esseri che hanno una chance.
Un romanzo che descrive il profilo di una donna, femminista fino all'estremo: non rivendica nessun egualitarismo con gli uomini, ma anzi proclama la sua superiorità non per ideologia, non per ragionamenti, non per quote rosa, ma semplicemente per selezione naturale.
Un thriller che appassiona e che coinvolge, opera ben riuscita di una scrittrice al debutto.
Autore Lisa Hilton
Editore Longanesi
Un eroe. Una leggenda. Un mito.
Gino Bartali è tutto questo e non solo per gli appassionati di ciclismo o dello sport in generale, ma anche per tutti coloro che, di fronte alle sue imprese, hanno sentito il fascino di un uomo fuori dall'ordinario, eccezionale sulla bici e senza la bici, icona di un'epoca forse perduta, ma mai dimenticata.
Sulle due ruote ha vinto tutto, anche in maniera epica e nel 1948, a detta di molti, compì il miracolo di salvare l'Italia dalla guerra civile.
E se la Seconda Guerra Mondiale non ne avesse sospeso la carriera, sarebbe passato alla storia come il ciclista più forte di tutti i tempi. Ma, a riprova che gli uomini eccezionali non sono tali per caso, durante quegli anni di forzata sospensione dalle gare ciclistiche, impiegò il tempo per aiutare centinaia di ebrei perseguitati, meritandosi, infine, il riconoscimento di "Giusto fra le Nazioni".
Bartali è un gigante e, a volerne raccontare le imprese, occupa per intero la scena, come un prim'attore talmente di spessore e carismatico da mettere in ombra tutto il resto.
Ma Marco Pastonesi ci prova lo stesso: raccoglie i ricordi, le testimonianze, gli aneddoti di tutti quei corridori che, in quegli anni leggendari, ebbero la ventura di calcare le medesime strade polverose e sterrate di Gino, pedalandogli accanto e, più spesso, dietro.
E così, leggendo questo libro che raccoglie tutto questo, restituiamo onore e dignità a tutti quegli atleti, epici anch'essi, che forse non sono rimasti impressi così indelebilmente nell'immaginario collettivo, ma che a loro modo furono protagonisti di primo piano di un periodo leggendario.
Fiorenzo Magni, Alfredo Martini, Ferdy Kubler, Renzo Zanazzi, Lino Ciocchetta, Ubaldo Pugnaloni... I "diavoli di Bartali": decine di corridori, alcuni più famosi altri meno, che con Bartali condivisero le battaglie agonistiche, ma anche i pensieri, le sensazioni, le emozioni, i fatti di vita quotidiana.
Testimoni diretti in grado di offrire un immagine vera, autentica e non artefatta di un uomo unico come Gino Bartali.
Gente che, come dice Alfredo Martini, era umana, accanto a entità sovrumane come Bartali e Coppi.
Sì, perché sullo sfondo di ogni racconto e di ogni testimonianza c'è sempre una presenza indiretta ma costante: quella appunto di Fausto Coppi.
E' evidente: il mito eterno e immutabile di Bartali resta tale anche grazie a Coppi.
Ma è evidente anche il viceversa.
Autore Marco Pastonesi
Editore Ediciclo
Nel film di animazione "Kung-Fu Panda", il simpatico Po, dopo un bel volo, atterra proprio davanti al dito del Maestro Oogway (la tartaruga) che stava per indicare chi, fra tutti i suoi discepoli, sarebbe diventato il futuro "guerriero dragone".
Ed è così che il Maestro lo proclama di fronte a tutti ammesso a tale dignità, nell'incredulità di tutti gli altri discepoli, fra cui Shifu che, sconcertato per la decisione, protesta: "Maestro! E' stato un caso che il panda sia caduto davanti a voi!". Al che Oogway, seraficamente, risponde: "Caro Shifu, il caso non esiste...".
Passare da un cartone animato ad un libro scritto da un matematico-statistico è un bel salto intellettuale, ma a guardar bene non più di tanto.
Merito dell'autore che, invece di sommergere il lettore con equazioni, teoremi e diagrammi, preferisce invece esporre, con la chiara e limpida lucidità di chi la scienza la conosce per bene, un concetto fondamentale: anche ciò che è molto improbabile, è inevitabile che prima o poi accada.
Molto simile alla "Legge di Murphy" ("se una cosa può andar peggio, lo farà"), che in effetti è una versione divulgativa e ironica di un concetto statistico-probabilistico molto fine ma che, spiegato bene e con chiarezza, diventa lapalissiano.
Ci sono fatti e avvenimenti che, col nostro comune sentire, riteniamo assolutamente improbabili e, quando inaspettatamente accadono, invochiamo la malasorte (se si tratta di eventi negativi) o il miracolo (se invece si è di fronte ad accadimenti positivi) oppure ci arrischiamo ad invocare la teoria della "sincronicità" di Junghiana memoria.
In realtà l'autore ci dimostra, con questo libro molto fruibile e godibile, fra l'altro impreziosito dall'irresistibile introduzione di Marco Malvaldi, che la (s)fortuna non esiste, i miracoli nemmeno e che, in fin dei conti, basterebbe familiarizzare con alcune leggi della fisica e della logica matematica per trovare una spiegazione razionale a molti fenomeni del mondo: la "Legge dei numeri davvero grandi", la "Legge della selezione", la "Legge della leva di probabilità" e la "Legge della prossimità sufficiente".
Con tanto di dimostrazioni pratiche, basate sui dadi, sulle lotterie e su altri esempi che tutti conosciamo, l'autore ci svela, quindi, un aspetto della realtà che intuitivamente consideriamo misterioso e sfuggente, ma che invece, con gli adeguati strumenti logici, può diventare comprensibile, accettabile e, in fin dei conti, inevitabile.
Certo, nessuno nega che l'universo sia fatto anche (e forse soprattutto) di eventi stupefacenti e impensabili che ci sorprendono e ci lasciano attoniti.
Ma, come dice Sherlock Holmes: "Escluso l'impossibile, il resto, per quanto improbabile, è la verità".
O, come ancor meglio dice Eraclito: "Chi non s'aspetta l'inaspettato non troverà la verità".
Autore David J. Hand
Editore Rizzoli
In un quartiere ordinario, in un condominio ordinario, vivono persone ordinarie, ognuna affacendata nel quotidiano scorrere dell'esistenza.
C'è il pensionato che si preoccupa solo che il suo posto auto non venga occupato da nessuno; c'è la famiglia dove il padre alcolizzato sta distruggendo la vita di moglie e figli; c'è la coppia che litiga in continuazione; c'è la signora di mezz'età piacente e misteriosa. E c'è il Consonni, un tappezziere in pensione, che si diletta nel raccogliere con maniacale precisione gli articoli di giornale che trattano di delitti efferati.
La sua "passione" lo porta oltre il limite, tanto da improvvisarsi investigatore dilettante, non sapendo che così entrerà in un meccanismo più grande di lui, sul quale perderà ogni controllo.
Ma accanto alle disavventure, agli equivoci e agli imprevisti che travolgono lo sprovveduto protagonista, scorrono le vite degli altri condomini, altrettanto piene di episodi, alcuni piccoli altri ben più pesanti, che si intrecciano fra loro in un viluppo imprevedibile e sorprendente, tanto da non sapere più qual è la causa e quale l'effetto degli avvenimenti.
Fino a che il delitto più recente, quello più scabroso che ha dato la stura a tutta la girandola di avvenimenti, non troverà il suo esito proprio nell'involontario Consonni, che pur maldestro e impreparato, darà alla Polizia lo spunto decisivo per la soluzione del caso.
Francesco Recami ci propone un giallo piacevole, scorrevole, ben scritto e che coinvolge per la sua abilità nell'intrecciare vicende, persone e situazioni. L'autore, in questo modo, si diverte a giocare, scompaginando continuamente le carte in tavola con continui colpi di scena che danno l'idea di un caos dinamico e disordinato, ma dal quale infine ci si può aspettare che si generi un ordine: quello della soluzione del giallo.
Una parodia, certo, della vita in un condominio di periferia, ma nemmeno troppo distante dalla realtà. Con persone che non sono soltanto numeri sulle lunghe sequele dei campanelli, ma individui con una loro vita, a volte anche impensabile e soprendente.
Autore Francesco Recami
Editore Sellerio