Gino Bartali è tutto questo e non solo per gli appassionati di ciclismo o dello sport in generale, ma anche per tutti coloro che, di fronte alle sue imprese, hanno sentito il fascino di un uomo fuori dall'ordinario, eccezionale sulla bici e senza la bici, icona di un'epoca forse perduta, ma mai dimenticata.
Sulle due ruote ha vinto tutto, anche in maniera epica e nel 1948, a detta di molti, compì il miracolo di salvare l'Italia dalla guerra civile.
E se la Seconda Guerra Mondiale non ne avesse sospeso la carriera, sarebbe passato alla storia come il ciclista più forte di tutti i tempi. Ma, a riprova che gli uomini eccezionali non sono tali per caso, durante quegli anni di forzata sospensione dalle gare ciclistiche, impiegò il tempo per aiutare centinaia di ebrei perseguitati, meritandosi, infine, il riconoscimento di "Giusto fra le Nazioni".
Bartali è un gigante e, a volerne raccontare le imprese, occupa per intero la scena, come un prim'attore talmente di spessore e carismatico da mettere in ombra tutto il resto.
Ma Marco Pastonesi ci prova lo stesso: raccoglie i ricordi, le testimonianze, gli aneddoti di tutti quei corridori che, in quegli anni leggendari, ebbero la ventura di calcare le medesime strade polverose e sterrate di Gino, pedalandogli accanto e, più spesso, dietro.
E così, leggendo questo libro che raccoglie tutto questo, restituiamo onore e dignità a tutti quegli atleti, epici anch'essi, che forse non sono rimasti impressi così indelebilmente nell'immaginario collettivo, ma che a loro modo furono protagonisti di primo piano di un periodo leggendario.
Fiorenzo Magni, Alfredo Martini, Ferdy Kubler, Renzo Zanazzi, Lino Ciocchetta, Ubaldo Pugnaloni... I "diavoli di Bartali": decine di corridori, alcuni più famosi altri meno, che con Bartali condivisero le battaglie agonistiche, ma anche i pensieri, le sensazioni, le emozioni, i fatti di vita quotidiana.
Testimoni diretti in grado di offrire un immagine vera, autentica e non artefatta di un uomo unico come Gino Bartali.
Gente che, come dice Alfredo Martini, era umana, accanto a entità sovrumane come Bartali e Coppi.
Sì, perché sullo sfondo di ogni racconto e di ogni testimonianza c'è sempre una presenza indiretta ma costante: quella appunto di Fausto Coppi.
E' evidente: il mito eterno e immutabile di Bartali resta tale anche grazie a Coppi.
Ma è evidente anche il viceversa.
Autore Marco Pastonesi
Editore Ediciclo

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