28 marzo 2020

Coppi e Bartali

Daniele Marchesini insegna Storia contemporanea all'Università di Parma. A fianco della sua attività accademica, ha pubblicato libri divulgativi con i quali ripercorre la storia del Novecento italiano attraverso i protagonisti dello sport.
Dopo i libri dedicati alla Mille Miglia, a Primo Carnera e al Giro d'Italia, ecco adesso il testo dedicato ai due principali protagonisti dello sport italiano di tutti i tempi: Coppi e Bartali.
L'occasione è il centenario dalla nascita del Campionissimo e in questo libro l'autore ripercorre la rivalità e il reciproco rispetto fra i due corridori, nato prima della Seconda Guerra Mondiale e poi dispiegato pienamente dopo la Guerra e negli anni Cinquanta.
Una rivalità e un rispetto che non sono stati confinati nell'ambito sportivo, ma che hanno riguardato anche la vita privata di Coppi e Bartali, uniti da un destino tragico ed eroico: entrambi colpiti dalla improvvisa morte dei giovani fratelli, entrambi al vertice della considerazione e perfino della venerazione di una Nazione intera.
Sì perché la loro storia sportiva si intreccia inestricabilmente con la storia d'Italia del Novecento.
Soprattutto dopo la devastazione della Seconda Guerra Mondiale, il nostro Paese aveva un disperato bisogno di rinascita, di ricostruzione e di riconquista del futuro. Serviva un rilancio positivo dopo tante immense sciagure, serviva fiducia nelle proprie capacità e nei propri mezzi per rialzarsi in piedi dopo la distruzione materiale e morale della guerra. Serviva qualcuno che dimostrasse che sì, era possibile ripartire, era possibile rinascere, era possibile vincere le sfide e aver fiducia nel futuro.
Gli uomini che dissero tutto questo agli italiani non furono né i politici, né gli economisti, né i preti: furono Coppi e Bartali che con le loro imprese tanto grandiose quanto speculari accesero l'entusiasmo di tutti gli italiani e rappresentarono la spinta ideale per la ripresa morale e civile del nostro Paese.
I due corridori non avrebbero voluto diventare così iconici. Pensavano a pedalare e a vincere le gare. Tutto il resto di valori e di significati fu loro attribuito da altri. Ma fu loro riconosciuto da tutti gli italiani, che non poterono far a meno di innamorarsi dei due atleti fino a farne il simbolo immortale di un Paese capace di rimettersi in piedi e di vincere le sfide più difficili.

Autore: Daniele Marchesini

Editore: Il Mulino

14 marzo 2020

La bastarda di Istanbul

Il genocidio armeno è stato un terribile evento accaduto tra il 1915 e il 1916 perpetrato dall'Impero Ottomano a danno della popolazione armena della Turchia. Una vera e propria pulizia etnica contro una minoranza che, secondo la maggior parte degli storici, è stata attuata con un piano di sterminio e con deportazioni ed eliminazioni di massa che hanno fatto circa un milione e mezzo di morti. Secondo altri storici, invece, si è trattato di un evento di minore portata, per quanto altrettanto drammatico.
La questione è tutt'oggi la causa delle aspre contese fra la Turchia e la comunità internazionale. In particolare mentre l'Unione Europea, gli Stati Uniti e molti altri Paesi pretendono dalla Turchia il riconoscimento della responsabilità in tale crimine, quest'ultima nega risolutamente che si sia trattato di un genocidio di massa e ne ridimensiona fortemente la portata.
La questione, poco nota nella consapevolezza occidentale, è invece molto sentita dal popolo turco. Che ovviamente si divide fra negazionisti-nazionalisti e coloro che invece ritengono necessario ammettere gli errori del passato per gettare le basi di una riconciliazione. Elif Shafak rientra in quest'ultima categoria: è una giovane scrittrice che non ha timore di parlare, nei suoi romanzi, di cose di cui un "buon turco" non dovrebbe parlare, anche quelle più scabrose e politicamente pericolose. Ecco perché, dopo la pubblicazione in Turchia di questo libro, nel 2006, è stata sottoposta a processo con l'accusa di aver aver danneggiato "l'identità nazionale turca".
In realtà il romanzo non contiene nessuna accusa. Mette a confronto due modi di vedere la Storia e il Passato da parte di due ragazze che diventano amiche: Asya, giovane turca di Istanbul, e Amy, giovane americana di origini armene.
Pur avendo tra loro legami antichi e una comune ascendenza familiare, fra le due ragazze c'è un abisso che le separa: da un lato Asya incarna la mentalità turca che tende a dimenticare il passato, cancellare la Storia per vivere la propria vita solo sul presente e sul futuro. Dall'altro  Amy rappresenta la mentalità armena, che si alimenta continuamente dei ricordi e dei dolori del passato, senza i quali non è in grado di vivere il presente né pensare al futuro.
Le due giovani ragazze, così enormemente distanti per formazione e per cultura, sapranno però trovare un punto d'incontro, un modo per comprendersi, accettarsi e rispettarsi a vicenda.
Sono quindi il simbolo di una speranza per due popoli che potrebbero smettere di odiarsi, se solo fossero disposti a capirsi.

Autore: Elif Shafak

Editore: BUR