Nuova avventura del commissario Franco Bordelli, ormai ben noto protagonista dei romanzi polizieschi di Marco Vichi.
Siamo nei primi mesi del 1970 e il commissario Bordelli è in pensione da poco. Ma non smette di pensare da "sbirro" e un caso frettolosamente archiviato parecchi anni prima, quando era da poco entrato in Polizia, continua a rodergli dentro. Ecco, quindi, che con il tesserino di poliziotto sempre (illegalmente) in tasca, riprende la sua personale indagine: chi ha ucciso quel figlio di un industriale subito dopo la guerra? E' stata davvero una vendetta dei partigiani o il movente va ricercato nel suo modo di fare in azienda, così prepotente e inviso?
A questa sua personale indagine si affiancano altre storie che, come sempre nei romanzi di Marco Vichi, si intrecciano e si intersecano, con tempi e luoghi diversi e distanti ma che alla fine convergono verso una unica verità: che nelle nostre vite, nulla mai davvero si distrugge.
Non sono solo le storie raccontate dal Commissario Bordelli e dai suoi amici in occasione delle famose cene nel suo casolare vicino all'Impruneta che tessono queste trame. Sono anche casi aperti, come il ritrovamento dei poveri resti di una donna nei boschi dintorno a San Marcello Pistoiese. E sono anche le vicende di un vecchio amico dei tempi della scuola, sparito da tanti anni ma ora riapparso per chiedere l'aiuto dell'ex commissario per una vicenda personale e familiare molto delicata.
Stavolta più che nei romanzi precedenti, Marco Vichi tratteggia molte storie, racconta molte vite e il quadro che ne esce non è un semplice "giallo poliziesco", ma è la somma di tanti eventi e di tanti racconti, ciascuno con il suo spessore, la sua profondità, il suo senso.
Un romanzo, quindi, non solo per gli amanti del genere, ma anche per compiere un "viaggio" all'interno delle vite di tanti soggetti, uomini e donne, che raccontano di esistenze complicate, difficili, mai banali e per questo sicuramente affascinanti.
Autore: Marco Vichi
Editore: Guanda


