01 giugno 2024

Mattino e sera

Jon Fosse, autore norvegese molto noto in patria, ma molto meno all'estero, ha vinto il premio Nobel per la Letteratura del 2023 e, a seguito di tale prestigiosissimo riconoscimento, ha suscitato l'attenzione di molti lettori.

Nella motivazione del Nobel si legge: "per la sua drammaturgia e la sua prosa innovativa, che danno voce all'indicibile". E in effetti, andando a leggere il suo più importante romanzo "Mattino e sera", non si può che riconoscervi questi tratti peculiari: il riuscire ad esprimere e raccontare pensieri, sensazioni e impressioni che ognuno di noi ha, ma che nessuno di noi è in grado di esprimere a parole.

La narrazione si compone come un flusso di coscienza e assomiglia al mare, presente nella copertina e che fa da sfondo scenografico a tutto il racconto. Non c'è punteggiatura, non ci sono virgole e punti. Tutto scorre liquido, indistinto e senza direzione, come il mare. Tutto questo fa sì che la lettura non sia facile. All'inizio può sembrare respingente, ma una volta capito il flusso e apprezzato il movimento, si impara a viverlo: come nell'acqua del mare, bisogna fare un grosso respiro e immergersi nelle onde della narrazione fino alla fine.

La storia, di per sé è semplicissima: narra del primo giorno di vita del pescatore Johannes e del suo ultimo giorno. Il mattino della sua venuta al mondo e la sera della sua morte. In mezzo c'è una vita intera, che non viene mai raccontata, ma che la si intuisce dai pensieri di quest'uomo, dai suoi sentimenti, dai suoi ricordi e dalle sue sensazioni. E soprattutto dal senso di stupefazione del protagonista davanti a quegli avvenimenti della vita, piccoli o grandi, che costellano l'esistenza di ognuno.

In verità l'autore non racconta niente di più di quello che ogni essere umano già sa e il lettore sperimenta un impressionante grado di identificazione con i percorsi della mente di Johannes. Ma il valore del romanzo è proprio questo: riesce a dare corpo con parole a quello che a tutti noi è noto, ma "indicibile".

Il punto più alto, più intimo e più esemplare di tutto questo è il pensiero e la riflessione sulla morte. Un pensiero e una riflessione senza nessuna metafisica, ma caratterizzati da un flusso introspettivo che a tanti lettori farà dire: "questo sono io".

Autore: Jon Fosse

Editore: La nave di Teseo

Nessun commento:

Posta un commento