In un (prossimo?) futuro, le piattaforme digitali sociali come Facebook, Twitter e Google sono fuse e incorporate in una nuova, colossale struttura: "The Circle", alla quale sono ormai iscritti più di 3 miliardi di utenti in tutto il mondo, che fanno transitare dai suoi canali ogni sorta di informazioni: da quelle contenute nelle email, nelle foto e nei video, a quelle di tipo finanziario, bancario, assicurativo; da quelle riguardanti le abitudini di consumo, per finire a quelle relative allo stato di salute.
Un gigantesco contenitore di informazioni dalle potenzialità immense.
Ne è convinta la protagonista del romanzo, Mae Holland, che appena assunta dal Cerchio, vede nella sua azione la possibile realizzazione di una utopia a lungo sognata dall'umanità, ma mai compiutamente concretizzata: una vera e propria democrazia diretta, dove gli utenti possono far sentire, in piena trasparenza, la loro voce, che i governanti non possono oramai ignorare. Il Presidente degli Stati Uniti vorrebbe impegnare la Nazione in una azione di guerra? In pochi minuti può chiedere l'opinione del suo popolo tramite il Cerchio e, bypassando il Congresso, conoscere in tempo reale il polso della gente. E chi, fra gli utenti, non dà nessuna opinione, commette una grave mancanza civica perché dimostra una dissociazione dalla comunità che oramai non è più ammissibile.
Tutto è trasparente, tutto è tracciato, tutto è online. Il nemico numero uno è la privacy che non ha più alcun motivo di esistere: se il cittadino-utente si comporta correttamente e non ha nulla da nascondere, a cosa serve la riservatezza? Sono solo le assurde pretese di privacy che hanno sempre coperto le peggiori corruzioni, i traffici più indegni e i reati più odiosi. Ma se tutto è trasparente come il vetro e nulla sfugge all'occhio del Cerchio (e dei suoi 3 miliardi di utenti), è la fine di ogni malaffare.
Ma il confine fra utopia e distopia è fin troppo labile e l'aspirazione ad una società ideale dove esiste la democrazia diretta via web, senza più intermediazione parlamentare, finisce per apparire molto più vicina ad un nuovo e pervasivo totalitarismo, dove ogni coscienza individuale viene annullata a vantaggio di un'unica e totalizzante coscienza collettiva, come in un iper-tecnologico termitaio.
Il romanzo di Dave Eggers mette di fronte a questa prospettiva. Anche se non è un saggio sociologico, ma una semplice invenzione letteraria, tuttavia offre il quadro di un futuro del tutto ipotetico, i cui germi però sono ben presenti nella nostra società attuale, per cui una riflessione su cosa stiamo facendo e su dove vogliamo andare è forse il caso di farla.
Forse la tecnologia e internet ci mettono di fronte ad uno bivio evolutivo: diventeremo "Homo technologicus" o formiche?
Autore Dave Eggers
Editore Mondadori
Germania, 1938. La piccola Liesel Meminger di nove anni viene accolta come figlia adottiva da una modesta famiglia di Molching, alla periferia di Monaco di Baviera, dopo aver perso il fratellino, ucciso da una broncopolmonite e la madre, sparita perché perseguitata dal regime.
In quel primo drammatico frangente, in cui Liesel vede morire il fratello e dà l'addio a sua madre, un unico accadimento la salva dal baratro dell'orrore: il ritrovamento fortuito di un libriccino, che la incuriosisce e che raccoglie, portandolo con sé.
Inizia così la storia di una bambina, testimone involontaria degli eventi catastrofici che segneranno quegli anni: il delirio nazista che contagia le menti dei tedeschi, i plumbei cieli di guerra, fino all'apocalisse finale, con la distruzione fisica e morale di una nazione.
In questo contesto, dove niente è "a colori" e tutto appare "in scala di grigi", Liesel scopra la sua missione: salvare i libri dall'oblio.
Proprio come si farebbe con delle fragili creature bisognose di cure ed attenzioni, la bimba capisce che "rubare i libri" (dai roghi nazisti, dalle biblioteche impolverate e dimenticate, dai margini delle strade) per leggerli, custodirli e proteggerli può essere l'unica azione che possa definirsi dignitosa, in un mondo che ha perso ogni dignità. Perlopiù si tratta di libri di poco valore, non certo di opere immortali, ma solo il fatto che qualcuno si sia preso la briga di volerli annientare, è motivo sufficiente per Liesel per sottrarli al loro destino.
La storia è raccontata da un narratore d'eccezione: la Morte che, con un atteggiamento curioso, partecipe e talvolta perfino "umano", passeggia accanto ai protagonisti, costretta dagli eventi ad un super-lavoro. Si potrebbe dire, con un ossimoro, che la Morte appare come uno dei soggetti più "vivi" della storia, a paragone con tanti altri personaggi, biologicamente vivi ma morti nell'animo.
Alcune riflessioni della "Nera Signora" sullo spettacolo che si trova ad osservare sono particolarmente pungenti: per esempio quando dice che tutti quei giovani che dalle opposte trincee si lanciano all'assalto gli uni contro gli altri, non corrono verso il nemico ma tutti, indistintamente, corrono verso di Lei. O quando ammonisce che, per conoscere le sue vere sembianze, basterebbe che la gente si guardasse allo specchio...
Pensato come un romanzo per ragazzi, la "Storia di una ladra di libri" ha riscosso molto successo in tutto il mondo, affascinando ogni categoria di lettori per il sapiente equilibrio con cui viene raccontato uno dei periodi più tragici della nostra storia recente dalla inusuale prospettiva di una bambina, la cui purezza di pensiero le permette di cogliere la vera essenza delle cose, al di là di ogni costruzione (e infezione) ideologica.
Autore Markus Zusak
Editore Frassinelli
Si tratta del romanzo dal quale è stato tratto il recente film di Ridley Scott "Sopravvissuto - The Martian" e narra la storia dell'astronauta Mark Watney che, arrivato su Marte insieme a tutto l'equipaggio di una missione spaziale americana, vi rimane perché creduto morto dai suoi compagni di missione, che sono costretti ad abbandonare velocemente il pianeta durante una furiosa tempesta di sabbia che rischia di compromettere la navicella spaziale.
Quando Mark si risveglia, si rende conto di essere rimasto solo, senza più nessun compagno e senza nessun mezzo di trasporto spaziale, unico abitante di un pianeta inospitale. Capisce benissimo di essere stato lasciato indietro solo perché creduto morto ed in effetti è un miracolo che sia ancora vivo. Ma il miracolo più grande sarà sopravvivere su Marte in attesa della prossima missione spaziale programmata dalla NASA di lì a quattro anni...
La situazione è disperata da ogni punto di vista: nessun contatto radio con la Terra, cibo assolutamente insufficiente, acqua ancora meno. Ma Mark non si abbandona allo sterile sconforto: reagisce con razionalità e lucidità di pensiero e, facendo ricorso a tutte le sue conoscenze di fisica, chimica, ingegneria, botanica e astronomia, tenta di risolvere, uno alla volta, gli immani problemi di sopravvivenza che lo attanagliano.
La sfida è davvero titanica e Mark l'affronta, oltre che con un innato istinto di sopravvivenza, anche con una certa dose di sarcasmo che gli permette di esorcizzare l'angoscia più profonda. E soprattutto la sua preparazione scientifica lo sostiene anche nelle situazioni più impossibili. Ad esempio, in una situazione molto critica, sarà il principio di Archimede sulle leve a salvarlo, a dimostrazione che anche gli studi di fisica di prima liceo possono salvarti la vita...
Il protagonista incarna perfettamente lo spirito americano, nel suo senso più nobile e ammirevole: mai piangersi addosso (non serve a nulla), mai recriminare contro qualcuno o qualcosa (serve ancora a meno), ma sempre pretendere il meglio da sé stessi, in ogni situazione e in ogni condizione, con la fiducia incrollabile nelle proprie capacità e nella convinzione che ogni uomo è autore e protagonista del proprio futuro.
Buona prova letteraria dell'autore, di professione programmatore di software, che scrive con molta accuratezza scientifica. Curioso che, inizialmente, egli auto-pubblicò questo romanzo in formato ebook a 99 cents sul suo sito personale, salvo poi, verificatone l'apprezzamento dei lettori, accordarsi con una grande casa editrice che gli ha consentito di essere pubblicato in tutto il mondo. Anche questo un bell'esempio dello spirito d'iniziativa americano...
Autore Andy Weir
Editore Newton Compton
Un rapinatore di banche professionista è un delinquente o un eroe? E New York è una città che ti spinge all'emarginazione o è l'unico luogo al mondo dove hai le tue opportunità? E gli occhi di una ragazza possono decidere del tuo futuro?
Signori, va ora in scena la vita di Willie Sutton (1901-1980), "rapinatore seriale di banche", come recita Wikipedia, che nel 1969 esce dal carcere dopo aver scontato 17 anni di prigionia e nella sua prima giornata di libertà ripercorre i luoghi della sua vita, delle sue imprese e dei suoi crimini.
Il libro di Moehringer è un romanzo basato sulla vita reale di questo curioso ma anche irresistibile farabutto che, ai suoi tempi, diventò così famoso e così popolare da essere considerato un vero e proprio incubo dai banchieri e, allo stesso tempo, un eroe quasi mitico dalla gente comune per la sua semplice filosofia: rapinare i rapinatori, senza mai sparare un colpo.
Le banche, infatti, ora come allora, sono il simbolo di un sistema economico che premia oltre ogni limite qualcuno, ma che contemporaneamente rovina oltre ogni limite tanti altri. Senza fare tanta filosofia morale sul migliore dei mondi possibili, Willie Sutton ha un solo obiettivo: dimostrare al padre super-snob della sua amata Bess, dagli occhi screziati d'oro, che è capace di affrancarsi dai bassifondi periferici di Brooklyn e di raggiungere agiatezza e successo.
E per far questo, quale migliore serbatoio di soldi delle banche? Anche perché per attingervi non serve ammazzare nessuno: basta avere acume, strategia, prontezza di azione e, soprattutto, orecchie fini e polpastrelli sensibili per violare il virginale acciaio delle casseforti. Tutte doti che Willie ha imparato a possedere e che usa con la maestria di un artista.
E in effetti i suoi "colpi" sono così "artistici" che la gente lo chiama "Willie l'Attore". Sul palcoscenico della vita, recita la parte del "cattivo" che, inevitabilmente, finisce per pagare per tutti. Per questo chiunque lo conosca fa il tifo per lui, anche se fin dal principio si sa che sarà lui a perdere, non certo i banchieri.
Ottimo esercizio letterario di Moehringer, premio Pulitzer di giornalismo, già noto al pubblico come ghostwriter della biografia del campione di tennis André Agassi, raccontata in modo così straordinario da sortirne un best-seller mondiale. Anche qui la struttura è simile: una biografia romanzata che appassiona e coinvolge e che porta il lettore a capire con estrema chiarezza dove sta il buono e il cattivo, ma alla fine a preferire il cattivo...
Autore: J.R. Moehringer
Editore Piemme