02 dicembre 2015

Pieno giorno

Un rapinatore di banche professionista è un delinquente o un eroe? E New York è una città che ti spinge all'emarginazione o è l'unico luogo al mondo dove hai le tue opportunità? E gli occhi di una ragazza possono decidere del tuo futuro?
Signori, va ora in scena la vita di Willie Sutton (1901-1980), "rapinatore seriale di banche", come recita Wikipedia, che nel 1969 esce dal carcere dopo aver scontato 17 anni di prigionia e nella sua prima giornata di libertà ripercorre i luoghi della sua vita, delle sue imprese e dei suoi crimini.
Il libro di Moehringer è un romanzo basato sulla vita reale di questo curioso ma anche irresistibile farabutto che, ai suoi tempi, diventò così famoso e così popolare da essere considerato un vero e proprio incubo dai banchieri e, allo stesso tempo, un eroe quasi mitico dalla gente comune per la sua semplice filosofia: rapinare i rapinatori, senza mai sparare un colpo.
Le banche, infatti, ora come allora, sono il simbolo di un sistema economico che premia oltre ogni limite qualcuno, ma che contemporaneamente rovina oltre ogni limite tanti altri. Senza fare tanta filosofia morale sul migliore dei mondi possibili, Willie Sutton ha un solo obiettivo: dimostrare al padre super-snob della sua amata Bess, dagli occhi screziati d'oro, che è capace di affrancarsi dai bassifondi periferici di Brooklyn e di raggiungere agiatezza e successo.
E per far questo, quale migliore serbatoio di soldi delle banche? Anche perché per attingervi non serve ammazzare nessuno: basta avere acume, strategia, prontezza di azione e, soprattutto, orecchie fini e polpastrelli sensibili per violare il virginale acciaio delle casseforti. Tutte doti che Willie ha imparato a possedere e che usa con la maestria di un artista.
E in effetti i suoi "colpi" sono così "artistici" che la gente lo chiama "Willie l'Attore". Sul palcoscenico della vita, recita la parte del "cattivo" che, inevitabilmente, finisce per pagare per tutti. Per questo chiunque lo conosca fa il tifo per lui, anche se fin dal principio si sa che sarà lui a perdere, non certo i banchieri.
Ottimo esercizio letterario di Moehringer, premio Pulitzer di giornalismo, già noto al pubblico come ghostwriter della biografia del campione di tennis André Agassi, raccontata in modo così straordinario da sortirne un best-seller mondiale. Anche qui la struttura è simile: una biografia romanzata che appassiona e coinvolge e che porta il lettore a capire con estrema chiarezza dove sta il buono e il cattivo, ma alla fine a preferire il cattivo...



  Autore: J.R. Moehringer


  Editore Piemme






Nessun commento:

Posta un commento