L'infinito conflitto fra israeliani e palestinesi è lo sfondo, ma anche il protagonista, di questo romanzo, dove due figure principali, il prigioniero Z e il Generale, narrano la loro verità, o perlomeno ciò che ritengono essere la verità.
Il prigioniero Z è un ex agente segreto israeliano che si è trovato coinvolto in situazioni più grandi di lui e per questo ha fatto delle scelte che a suo giudizio sono state quelle più giuste, ma a giudizio dei suoi superiori l'hanno marchiato come un traditore. Per questo langue in una prigione segreta nascosta nel deserto del Negev in attesa di un impossibile riscatto.
Il Generale assomiglia molto all'ex Primo Ministro israeliano Ariel Sharon, protagonista nella realtà di eventi fra i più drammatici del conflitto arabo-israeliano, e che qui nel romanzo si trova nello stato di coma durante il quale sperimenta alcune esperienze "mistiche" che gli fanno rivivere quei tragici episodi di cui è stato protagonista, tanto da apparire alternativamente demoniaco e messianico.
A fianco di questi personaggi principali ve ne sono altri che contribuiscono a definire il contesto storico ma anche psicologico del romanzo e, tutti insieme, formano una sorta di "matrioska" con racconti uno dentro l'altro, ognuno dei quali porta con sé una parte di verità perché ognuno testimonia una esperienza vissuta, una sensazione provata, un fatto compiuto.
E da ogni punto di vista emerge un quadro composito, dove agli enormi problemi socio-politici che contraddistinguono il conflitto arabo-israeliano, si affiancano i problemi individuali, meno appariscenti, ma altrettanto fondamentali: il tema della fedeltà al proprio Paese o ai propri valori, i confini fra tradimento e affermazione di giustizia, l'odio e l'amore che intercorrono fra le persone, così come fra i popoli.
Romanzo molto intenso, dai temi forti, che richiama alla mente lo stile di Philip Roth: la scrittura infatti è dura, spesso caustica, quasi a dimostrare l'inumanità e l'insensatezza della guerra. Ma è anche inframmezzata da punte di ironia e squarci di bellezza struggente che non passano inosservati nel lettore che senz'altro ne percepirà tutta l'importanza.
Autore Nathan Englander
Editore Einaudi
Questo libro è uscito negli Stati Uniti nel 1968, ma solo nel 2000 ne è stata pubblicata la traduzione italiana e adesso è uscita una nuova edizione.
Tutto ciò può apparire sorprendente: che senso ha proporre oggi al pubblico un lavoro sicuramente datato e non più attuale?
In realtà questo romanzo affronta uno dei nervi più scoperti della società occidentale contemporanea e cioè il rapporto di coppia e l'istituzione del matrimonio. Si tratta di argomenti che sono così fondamentali nella vita di ogni persona che, a ben guardare, cinquant'anni non sono poi così tanti e ciò che l'autore scrive nel 1968 per moltissimi aspetti è ancora oggi tremendamente attuale.
Il romanzo racconta la vita di alcune coppie appartenenti alla tipica classe media americana e ne descrive con chirurgico cinismo le complesse dinamiche: la fedeltà fra i partner e il tradimento, le gravidanze volute e non volute, gli opportunismi e le convenienze, la solidarietà e l'utilitarismo.
Il tutto con uno stile narrativo freddo e spietato, ma assolutamente efficace.
In tutto questo il vero protagonista è il sesso, visto sempre più come "prodotto di consumo", quasi da supermercato, che va ricercato a qualunque costo, senza un motivo ben preciso. Anzi, forse il motivo è così profondo che nessuno in realtà riesce a vederlo davvero.
Questo approccio di mercificazione del sesso, se certamente ha contraddistinto la generazione degli anni '70, non si può dire che oggi sia superato. Anzi, anche al giorno d'oggi e anche in Paesi molto tradizionalisti, come l'Italia, il sesso è stato fino a tempi recentissimi protagonista della politica nazionale, fino ai più alti livelli delle istituzioni pubbliche.... E questo la dice lunga su tante cose.
Tutto questo conferma l'attualità di questo romanzo che a suo tempo fu considerato scandaloso e che probabilmente ancora oggi verrà percepito come tale da molti lettori.
Ma senz'altro è un modo efficace per "costringere" il lettore ad interrogarsi su aspetti così importanti della propria vita di coppia, abbandonando le ipocrisie e le finzioni e guardando la realtà per quello che davvero è, senza giudizi morali, ma con onestà verso sé stessi.
Autore John Updike
Editore Einaudi
L'ex Presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton, insieme con uno dei più prolifici autori di spy-story, James Patterson, confeziona un thriller dal ritmo incalzante in cui gli USA sono minacciati da un attacco informatico senza precedenti che rischia far collassare l'intero sistema di comunicazioni americane, con conseguenze catastrofiche inimmaginabili.
Nell'arco di pochi giorni, il Presidente americano è costretto a lasciare la Casa Bianca per rifugiarsi in un nascondiglio segreto con pochi strettissimi collaboratori per fronteggiare la minaccia e cercare una via d'uscita.
In quei giorni il Presidente è scomparso e nessuno sa dove sia. Forse è malato. Forse sta elaborando la sua difesa contro la richiesta di impeachment presentata dall'opposizione. Forse addirittura sta scappando coi soldi dei cyberterroristi che minacciano l'America.
La verità verrà svelata solo alla fine e metterà a nudo la grande forza, ma anche la grande debolezza della più grande potenza politica e militare del mondo.
Gli scenari descritti dal romanzo, infatti, fanno riflettere su alcuni aspetti molto importanti al giorno d'oggi, non solo in America ma in tutto il mondo Occidentale.
Soprattutto sull'imbarbarimento della politica, dove si perde di vista l'interesse comunitario e il senso di popolo e si agisce con il mero obiettivo del proprio successo, per la distruzione dell'avversario. La mancanza di lungimiranza, la smodata ricerca del consenso via Twitter, l'odio per l'altro, la manipolazione della verità, la disinformazione elevata a sistema. Tutto questo è ciò che contraddistingue la politica oggi, in America e in Occidente, e non è affatto una invenzione del romanzo.
Sembra che i principi di democrazia e di libertà, di rispetto e di solidarietà che hanno contrassegnato l'evoluzione delle nostre società nell'Ottocento e nel Novecento siano oramai decrepiti e che le istituzioni repubblicane siano oramai datate e superate e facilmente sostituibili da una manciata di "like" o "dislike" cliccati in rete. In pratica, la via maestra verso una cyber-dittatura di capi-popolo capaci solo di precipitare una nazione nell'abisso. Con grande gioia di coloro (e non sono pochi) che non vedono l'ora che l'America e tutto l'Occidente collassino mettendo fine al mondo che conosciamo.
C'è modo per evitare questo epilogo? Ovviamente da un romanzo non ci si può aspettare una risposta. Ma qualche elemento di riflessione certamente sì.
Autore Bill Clinton e James Patterson
Editore Longanesi