In una Rimini invernale, ricoperta da un sottile strato di neve, in pochi giorni vengono perpetrati tre brutali omicidi: un senzatetto, un nero e una spogliarellista subiscono un destino atroce, apparentemente senza spiegazioni.
Infatti a prima vista possono sembrare soltanto omicidi ideologici, ad opera di un fanatico razzista che odia le persone che considera "diverse", anche perché queste persone non paiono offrire motivi di altro genere ad una furia così terribile.
Ma il vice-questore Costanza Confalonieri, da poco in forza alla Questura di Rimini e che alloggia nello stesso albergo che aveva ospitato Federico Fellini, non è convinta che gli omicidi abbiano una matrice ideologica.
C'è un particolare che resta inspiegabile: il senzatetto, prima di morire, ha ingoiato una chiave.
Perché l'ha fatto? Cosa nasconde la chiave? Senz'altro qualcosa di molto prezioso, altrimenti nessuno preferirebbe morire piuttosto che perdere una chiave. Ma cosa di preciso?
Partono così le indagini, nelle quali la vice-questore è affiancata da collaboratori unici nel loro genere: un ispettore fissato latinista, un sovrintendente assai meno letterato e un'agente donna, nerd in tutto e per tutto.
Il team però indaga con intelligenza e acume e pur sotto le pressioni del Sindaco e del Questore, che insistono per una soluzione rapida del caso (anche per non impaurire i turisti e mettere a rischio la stagione estiva prossima ventura), il gruppo di investigatori riuscirà ad agire con grande efficienza e arriverà a scoprire la verità nella cornice eterea e un po' decadente della Rimini d'inverno, che rammenta ad ogni pagina i luoghi e le atmosfere felliniane.
Bel romanzo giallo da parte di un autore che, in coppia con Michele Mozzati, forma un sodalizio artistico di grande notorietà sotto l'insegna "Gino e Michele", protagonista di molte produzioni di successo, sia letterarie ("Anche le formiche nel loro piccolo s'incazzano") che televisive ("Zelig").
Autore Gino Vignali
Editore Solferino
La Conferenza di Monaco del 20-30 settembre 1938 rimane nella memoria collettiva come uno dei momenti più difficili e drammatici della storia mondiale del Novecento.
Sebbene l'incontro fra i leader di Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia fu in grado di produrre un accordo che al momento scongiurò la guerra in Europa, ciò non permise l'avvio di un processo di pacifica convivenza fra gli Stati europei, ma anzi convinse sempre più la Germania ad incrementare le proprie mire espansionistiche, presto imitata da altri Paesi, prima fra tutti l'Italia. Coi risultati che sappiamo e che portarono allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
Al momento, però, l'accordo di Monaco fu ritenuto un grande successo diplomatico e fu salutato con gioia dappertutto: Hitler fu osannato dai tedeschi perché aveva ottenuto il placet da Francia e Gran Bretagna per l'annessione dei Sudeti senza colpo ferire; Mussolini fu celebrato dagli italiani come il vero artefice dell'accordo e l'unico Capo di Stato europeo capace di scongiurare la guerra; lo stesso Chamberlain tu accolto trionfalmente in Inghilterra per l'opera di mediazione che aveva intessuto con tanta pazienza e abilità.
Una delle poche voci critiche che non tardò a levarsi fu quella del Primo Lord dell'Ammiragliato britannico, Winston Churchill, che alla Camera dei Comuni commentò lapidariamente i termini dell'accordo: "Dovevate scegliere fra la guerra e il disonore. Avete scelto il disonore e avrete la guerra". Mai profezia fu più tristemente azzeccata.
Questa è la cornice storica in cui viene ambientato questo romanzo che l'autore ricostruisce con minutissima precisione e perfetta aderenza ai fatti, tanto da poterlo considerare alla stregua di un saggio storico.
Le uniche concessioni alla fantasia sono i punti di vista dei due personaggi chiave del romanzo: Hugh Legat, segretario del Primo Ministro britannico e Paul Von Hartmann, funzionario del Ministero degli Esteri tedesco.
I due si conoscono perché hanno studiato insieme ad Oxford molti anni prima. Adesso, nel mentre gli eventi stanno precipitando per i rispettivi Paesi e dove è chiaro che la pace è quantomai fragile e appesa ad un filo, affiorano i loro valori e le loro idee, nel contrasto irrisolvibile fra gli ideali patriottici e la coscienza individuale.
Una lettura istruttiva e avvincente. Utile anche per un doveroso e sano esercizio di memoria. Perché dimenticare gli errori di ieri è il primo passo per precipitare nelle catastrofi di domani.
Autore Robert Harris
Editore Mondadori