Il famoso filosofo e studioso romano Lucio Anneo Seneca nelle sue "Naturales quaestiones" ci ha tramandato la testimonianza di una memorabile impresa compiuta all'epoca dell'imperatore Nerone: una spedizione esplorativa alla ricerca delle sorgenti del Nilo.
La spedizione era condotta da militari (all'epoca la ricerca scientifica andava di pari passo con lo sviluppo bellico, come oggi del resto), i quali compirono un lungo viaggio risalendo il grande fiume dell'Egitto, da Alessandria, verso Elefantina, per poi superare le cateratte fino a Meroe (oggi in Sudan) e giungere infine ai leggendari Monti della Luna e a quello che attualmente è il Lago Vittoria (oggi in Uganda).
Un viaggio che ancora ai giorni nostri ha un sapore mitico e avventuroso, ai limiti dell'impossibile, figuriamoci nel 62 dopo Cristo! Ma portare le aquile di Roma fino agli estremi confini del mondo, dove nemmeno Alessandro il Grande era giunto, era un'attrattiva troppo forte per la sfrenata sete di gloria di Nerone e per l'inesauribile curiosità naturalistica di Seneca. Il che ci dice molto sulla grandiosità degli antichi romani...
Da questo spunto storicamente documentato parte l'idea narrativa di Valerio Massimo Manfredi che utilizza la sua profonda conoscenza del mondo antico e delle sue fonti per costruire un romanzo ancora una volta intrigante, affascinante e dal gusto deliziosamente esotico.
Una selvaggia e meravigliosa ragazza catturata in Etiopia (che per i romani era tutto il mondo a sud dell'Egitto e della Nubia), dopo un periodo di permanenza a Roma in cattività, costretta anche a scendere nell'arena dei combattimenti gladiatori per la gioia del popolo romano, fa da guida al manipolo di soldati e di geografi comandati dal centurione di prima linea Furio Voreno, verso una terra sconfinata e meravigliosa, pericolosa e incantevole, dove nessun uomo del Mediterraneo era mai arrivato, incontrando popoli sconosciuti e una flora e una fauna mai vista prima.
Il viaggio, talmente difficile che solo la disciplina e lo spirito invincibile degli antichi romani può sopportare, si concluderà infine sulla tomba di quella che gli indigeni dell'Africa equatoriale chiamano "Antica Madre", la progenitrice di tutti gli esseri umani. Quasi un simulacro che reca la memoria dell'origine dell'uomo, che oggi sappiamo aver avuto inizio proprio in quella zona dell'Africa. E quella ragazza incredibile che ha fatto da guida sembra esserne una diretta discendente...
Un racconto appassionante che mescola abilmente storia e fantasia per un risultato davvero piacevole che ancora una volta ci fa innamorare del nostro grandioso passato.
Autore: Valerio Massimo Manfredi
Editore: Mondadori

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