19 dicembre 2020

L'enigma della camera 622

Joel Dicker è l'autore di questo romanzo ma, allo stesso tempo, è lo “Scrittore”, il personaggio che, durante un periodo di vacanza in un prestigioso hotel sulle Alpi svizzere, il Palace de Verbier, viene a sapere che, tempo prima, nella camera 622 era stato perpetrato un omicidio.

Qui inizia la lunga storia, qui hanno inizio le indagini dello Scrittore, aiutato da una ragazza, Scarlett, conosciuta occasionalmente nell'hotel. Per il buon nome dell'albergo, l’omicidio era stato poco reclamizzato, tutto era stato messo a tacere (addirittura il numero della camera era stato cambiato in "621 bis"), ma la curiosità dello Scrittore, che è poi l’io narrante, fa riaffiorare a poco a poco verità nascoste o mai interamente chiarite.

Lentamente emerge una storia che intreccia inestricabilmente intrighi finanziari con al centro il mondo degli affari delle banche svizzere, insieme a cospirazioni internazionali, spionaggi, depistaggi, senza far mancare relazioni amorose, tradimenti, passioni, trasformismi.

Non si tratta di un romanzo giallo nel senso ordinario del termine e il fatto che si capisca chi è la vittima solo superati i tre quarti del libro ne è una conferma: di solito in un giallo si sa subito chi è stato assassinato. Ma non qui. In questo romanzo una delle più stimolanti curiosità è proprio l'attesa di scoprire chi è la vittima, prima ancora di chi sia l'assassino.

Non è nemmeno un romanzo rosa, anche se approfondisce i rapporti sentimentali fra i protagonisti. In realtà è romanzo "sui generis", alla Joel Dicker, che infatti è diventato famoso per la sua abilità originale e inconsueta di costruire intrecci e trame fuori dall'ordinario che impegnano il lettore, ma anche lo appassionano e lo sorprendono. Il precedente romanzo "La verità sul caso Harry Quebert" lo aveva già dimostrato.

Quando si arriverà al termine della storia e della lettura, illuminanti risulteranno le parole dell'autore (o del personaggio?): "La vita è un romanzo di cui si conosce già la fine: la morte del protagonista. La cosa più importante non è come va a finire ma come si riempiono le pagine".

Come insegnano gli antichi romanzi cavallereschi, l'importante non è trovare il Graal, ma come si affronta la sua ricerca.

Autore: Joel Dicker

Editore: La nave di Teseo


05 dicembre 2020

Oltre il limite

Marco Vichi ci ha abituato alle storie del suo personaggio di punta: il commissario Bordelli che indaga su delitti e misteri nella Firenze degli anni Sessanta.
Con questo libro, invece, l'autore lascia momentaneamente da parte il filone del romanzo giallo e scrive due racconti che hanno come protagonisti due scrittori. Il tema conduttore infatti è la scrittura e, in particolare, quali limiti esistono (se esistono) per realizzare il proprio lavoro creativo.
Nel primo racconto, intitolato "Il contratto", uno scrittore pieno di idee ma con grandi difficoltà a trovare il modo per veder riconosciuto il proprio talento, viene contattato da una non meglio precisata Casa Editrice che gli propone di scrivere qualcosa di davvero speciale: un vero e proprio poema talmente impegnativo da mettere in ombra addirittura la Divina Commedia. Il protagonista è intimorito dall'impresa, ma pensa di avere le doti per affrontarla, per cui si getta a capofitto nel lavoro, per realizzare il quale non esita a scendere letteralmente a patti con il Diavolo...
Nel secondo racconto, intitolato "La sfida", uno scrittore fa conoscenza con un paralitico molto politicamente scorretto, che desta immediata antipatia nel protagonista (e anche nel lettore), ma allo stesso tempo suscita ammirazione per il modo franco, diretto e senza ipocrisie con cui affronta la propria condizione di diversamente abile. Fra i due nasce quindi un sentimento di mutuo rispetto, che sarebbe esagerato definire amicizia, che però finisce per scontrarsi con gli egoismi personali e con il desiderio di vincere una "sfida" a tutti i costi, contro ogni senso di etica e di correttezza.
I due racconti, apparentemente molto diversi fra loro, hanno in comune il senso di solitudine e di distanza che molte persone vivono nel loro quotidiano e che i due scrittori protagonisti dei racconti personificano in maniera molto azzeccata. Questo sentimento di estraneità dall'umano consorzio spinge i protagonisti ad andare letteralmente "oltre il limite".
Quale sia in concreto tale limite e se davvero sia stato superato, spetterà al lettore deciderlo, mettendo a raffronto il proprio sistema di valori e di principi con quello proposto nei racconti.

Autore: Marco Vichi

Editore: Guanda