Inserito fra i candidati al Premio Strega 2024, questo romanzo mette al centro della sua storia le relazioni umane e come, a volte, possano essere "congelate" tanto da far sentire le persone sole come se vivessero in un mondo senza umani.
Il protagonista è Mauro Barbi, storico di professione, che ha dedicato molti anni di studio al singolare fenomeno del congelamento del Lago di Costanza in Germania durato sei mesi a cavallo del 1572-73 e che rappresentò una piccola "era glaciale locale".
Intorno a questo lago e al suo significato simbolico, prendono le mosse due narrazioni, a prima vista opposte, non solo perché ambientate in secoli diversi, ma perché raccontate con una lingua mutevole a seconda che a “parlare” sia il paesaggio senza umani del Cinquecento o l’umano troppo umano Mauro Barbi che a quel lago ha dedicato anni di studio, trascurando, a quanto pare, gli umani che gli stavano intorno.
Alla freddezza che gli amici, gli ex studenti, le fidanzate, gli continuano a rinfacciare, Mauro cerca di rimediare rispondendo a e-mail con quindici anni di ritardo, telefonando o semplicemente ristabilendo un dialogo, il più delle volte immaginario, con quella che definisce gente della sua vita. A tormentarlo è l’immagine che gli altri si sono fatti di lui, i ricordi che gli altri hanno di lui, o peggio ancora i ricordi che non hanno di lui.
Il congelamento del Lago di Costanza è quindi il simbolo di una freddezza nei rapporti umani che Mauro ha sempre avuto, di cui è consapevole, e a cui tenta di rimediare, forse troppo tardi, con modi ed esiti a tratti perfino esilaranti.
Quella del protagonista è quindi una vera e propria crisi esistenziale, un po' dovuta alla mezza età, ma un po' causata dai cambiamenti climatici che sono perfetta metafora dei sentimenti e dei cataclismi interiori. Perché il "clima" non è solo le previsioni del tempo, ma è anche il tessuto dei rapporti umani, che condiziona in positivo o in negativo molto più di quanto spesso siamo disposti ad ammettere.
Molto particolare e affascinante la prosa usata dall'autore che, quando tratta del paesaggio glaciale senza umani ha un sapore antico e ricco di suggestioni letterarie, mentre quando racconta al presente la nevrosi esistenziale del protagonista e i suoi tentativi tragicomici di fare pace con il proprio passato (lui che di mestiere fa lo storico!), si traducono in una prosa immediata, punteggiata da dialoghi in cui prevale un registro più colloquiale.
Autore: Paolo Di Paolo
Editore: Feltrinelli

