Quarto episodio del ciclo di romanzi, a suo modo grandioso, che Antonio Scurati dedica alla figura di Benito Mussolini e, con lui, alla storia d'Italia.
Il periodo va dall'entrata in guerra del giugno 1940 alla destituzione del Duce del luglio 1943. Tre anni spaventosamente drammatici per la storia mondiale e in particolare per quella italiana. L'entrata in guerra, annunciata come una marcia trionfale dalla retorica del regime, a fianco del potentissimo alleato germanico, da subito si schianta contro la dura realtà, fatta di impreparazione militare e carenza di mezzi e di potenzialità bellica.
L'invasione della Grecia si tramuta presto in una fallimentare ritirata che rischia di far perdere al sedicente "Impero italico" anche l'Albania; il miraggio di arrivare al Canale di Suez diventa ben presto una disfatta che rischia di far perdere anche la Libia; in Jugoslavia le milizie partigiane di Tito sfiancano gli italiani andati a fiancheggiare i feroci Ustasha; l'Etiopia è presto perduta, praticamente senza combattere. Il disastro, ampiamente annunciato, non è subito tale solo per l'intervento dei tedeschi su tutti i fronti di guerra.
Tutta la retorica che per vent'anni il regime fascista aveva propagandato sui luminosi destini imperiali d'Italia, si disgrega come neve al sole e tutti se ne rendono conto, per primi i soldati al fronte, che combattono solo per senso dell'onore, ma rendendosi perfettamente conto della sproporzione di forze. Se ne rendono conto i comandanti e i generali, che però non hanno altra soluzione che lagnarsi continuamente per i pochi mezzi a disposizione, senza alcuna vera capacità di mutare il corso del destino. E se ne rende conto anche il Duce, che accusa tutti tranne sé stesso, e per primi gli italiani, colpevoli, secondo lui, di essere un popolo addestrato alla servitù e incapace di plasmare i destini del mondo.
Tutto questo emerge dalle corrispondenze, sia militari che private, che corredano i vari capitoli del romanzo e che offrono un riscontro impressionante e da brividi di come una intera Nazione sia stata mandata al macello per il delirio di grandezza di un uomo, "M", incapace di salvezza e capace di distruzione.
Una lettura imperdibile per chi ha seguito fin dall'inizio il ciclo di Antonio Scurati e per chi abbia voglia di vedere "dal di dentro" i terribili anni di guerra del nostro Paese, senza voler far finta che nulla sia successo...
Autore: Antonio Scurati
Editore: Bompiani

Nessun commento:
Posta un commento