27 maggio 2017

Quella notte sono io

In un casale nei pressi di Asciano, nella meravigliosa campagna senese, si ritrovano cinque persone che ventisette anni prima hanno frequentato la stessa scuola e hanno superato insieme l'esame di maturità.
Da quel momento non si sono più rivisti e ognuno ha intrapreso la propria vita, ma l'incontro non nasce da una simpatica iniziativa conviviale organizzata tramite i social network: è piuttosto una convocazione che è giunta loro dalla madre di colui che vive nel casale.
Costui è un loro compagno di scuola, nei confronti del quale i convocati ebbero a compiere, negli anni della scuola, diversi atti di bullismo a causa della sua "diversità" rispetto al gruppo, culminati in una "bravata" oltre ogni limite, attuata durante la gita scolastica dell'ultimo anno.
Ecco quindi che la scena assume da subito una connotazione drammatica.
I cinque ex studenti, ognuno oramai estraneo all'altro, si ritrovano a condividere un'esperienza che li conduce negli abissi delle loro brutture, facendo riemergere quei decennali sensi di colpa, alcuni cercando di interrogarsi su come uscirne e come rimediare ad un male antico, altri troppo istupiditi da sentirne il peso.
Sfilano davanti a loro personaggi iconici: l'ex preside della scuola, oramai decrepito ma non meno consapevole dei fatti; l'ex insegnante, distante anni luce dalla memoria dei convenuti, ma non per questo meno testimone. E la madre del loro compagno, forse artefice o forse mera esecutrice di un disegno claustrofobico che inchioda i convocati alle loro responsabilità.
Ma soprattutto colpisce l'assenza del personaggio principale, colui che all'epoca subì le angherie dei compagni e che adesso non si sa se sia vivo o morto, presente o assente, consapevole o ignaro, deus ex machina o fantasma soltanto evocato.
Romanzo molto serrato, scritto con una prosa efficace che trasmette al lettore il senso del "male" e di come le persone cerchino di esorcizzarlo, soprattutto quando sono consapevoli di esserne la causa.
Ottima prova letteraria di Giovanni Floris che probabilmente, con questo libro, intende lanciare un messaggio, soprattutto ai giovani: non esistono persone "perfette" e persone "diverse". Siamo tutti persone "uniche" e dobbiamo apprezzare la nostra reciproca diversità, che è ciò che ci contraddistingue nel mondo.
 

  Autore Giovanni Floris


  Editore Rizzoli

20 maggio 2017

Tredici miliardi di anni

E' possibile raccontare in un libro una storia lunga 13 miliardi di anni?
Se ci pensiamo bene, significa raccontare la storia dell'Universo, dal suo inizio fino ad oggi.
Sembra un'impresa impossibile. Ed infatti lo è.
Per questo Piero Angela non pretende di esaurire tutto lo scibile umano su un argomento che è la somma di migliaia di argomenti. Fa invece un'operazione diversa: immaginando di dialogare con un curioso interlocutore, mette insieme le fondamentali conoscenze scientifiche ad oggi disponibili per raccontare, come in una "saga", una storia lunghissima, ma affascinante, sorprendente e per molti aspetti tutt'ora misteriosa: quella della nascita dell'Universo, della formazione delle stelle e dei pianeti e, infine, quella della nascita della vita e per giunta della vita intelligente.
Fondando il suo racconto su solide basi di fisica, chimica, astronomia, matematica, biologia, genetica, scienze sociali, l'autore dispiega lungo le pur brevi pagine del libro un percorso quasi infinito, fornendo però spiegazioni e descrizioni leggibilissime e per molti aspetti godibili e appassionanti.
L'autore, infatti, è noto a tutti per la sua abilità di divulgatore perché riesce a comunicare concetti anche molto complessi con semplicità e in modo ampiamente fruibile. E anche in questo libro tale sua capacità è evidente.
Ecco quindi che un argomento di immane ampiezza viene affrontato in termini che sono alla portata di qualunque lettore, tramite alcune "finestre" sugli eventi più importanti o dirimenti nel corso della storia dell'Universo.
Il risultato è un libro che lascia nel lettore molte conoscenze in più e solo per questo merita un sicuro apprezzamento.
Tuttavia lascia anche molte domande ancora aperte, molti dubbi ancora irrisolti perché nemmeno le più avanzate scoperte scientifiche riescono a spiegare tutto e molto (anzi forse la gran parte delle cose) rimane ancora avvolto da un fitto mistero.
E forse questo è l'aspetto più affascinante della storia.
Perché l'essere umano è una creatura curiosa e questa spinta sempre protesa verso la conoscenza per fortuna non finirà mai.



  Autore Piero Angela


  Editore Rai-Eri Mondadori

06 maggio 2017

Quello che l'acqua nasconde

Tornare a Torino oggi, dopo 35 anni di lavoro passati in America, per uno scienziato è come catapultarsi in un altro mondo.
Niente è rimasto della Torino della sua adolescenza. Tutto è cambiato, tutto è nuovo.
Ma sarà poi vero?
Al di là della facciata delle cose, ci sono fatti e accadimenti che nessuna distanza, né temporale né geografica, riesce a cancellare.
Ci sono squarci di vita che si pensavano sepolti, rimossi, dimenticati... e che invece tornano fuori all'improvviso in tutta la loro crudezza.
Edoardo Rubessi è questo scienziato genetista che torna all'ospedale Le Molinette di Torino, dopo decenni vissuti negli Stati Uniti, per applicare ad alcuni bambini il suo innovativo metodo terapeutico.
Ma una volta giunto nella "sua" città, ritrova improvvisamente gli scheletri del suo passato che lo stanno aspettando... Sono scheletri di ricordi... scheletri di luoghi... scheletri di sentimenti... L'infanzia in orfanotrofio, l'adolescenza dai Salesiani, la maggior età da cattolico rivoluzionario nei plumbei anni Settanta...
Tutto era stato volutamente sepolto da Edoardo, ma tutto riemerge con prepotenza, come una bomba che esplode in silenzio, squassando la vita sua e di sua moglie, che si trova a mettere seriamente in dubbio l'uomo che ha sposato.
Alessandro Perissinotto ritorna con un libro intenso, che lascia il segno.
Benché si tratti di un romanzo, l'aggancio con fatti realmente accaduti, soprattutto quelli degli anni Settanta, è molto stretto e l'intercalare di pagine riprese dai quotidiani di allora ne rafforza il significato.
E serve a riportare alla memoria collettiva che anche in Italia, anche nel "progredito" Nord-Ovest del nostro Paese, l'inferno è esistito davvero. E fino a tempi recentissimi.

 

  Autore Alessandro Perissinotto


  Editore Piemme