Innanzitutto lo scenario non è la città che tutti conosciamo, ma i suoi sotterranei. E' noto infatti che Napoli nasconde nel suo sottosuolo una intricata rete di cunicoli che, secondo alcuni, sono ancor più estesi della città in superficie e tramandano una storia lunga millenni.
Forse in tali luoghi oscuri e spesso inaccessibili, continuano a perpetrarsi riti di culture antiche, liturgie di culti perduti, mantenuti nei secoli da parte di adepti quanto mai sfuggenti. Costoro sarebbero i "Guardiani", incaricati di sorvegliare tali luoghi, custodirli e impedirne l'accesso agli estranei.
In tutto questo si imbatte lo storico e antropologo Marco Di Giacomo, protagonista del romanzo insieme a sua nipote Lisi, anch'essa profonda conoscitrice della storia e della cultura antiche, ma convinta dell'esistenza di occulte confraternite che da secoli custodiscono conoscenze esoteriche ed iniziatiche.
Ma mentre Marco vorrebbe tenersene alla larga, anche per evitare il discredito che tali studi gli procurano nell'ambiente universitario, Lisi ne è convintamente coinvolta. Al punto tale che sparirà misteriosamente, costringendo suo zio Marco e il suo più fidato collaboratore a mettersi in gioco per rintracciarla e per riportarla a casa.
Il romanzo è intriso di trame misteriose, delle quali spesso non si intravedono i contorni e tutto ciò lascia nel lettore un senso di indecifrabile incompiutezza. Sembra che la narrazione voglia simbolicamente far percepire al lettore lo straniante effetto di perdita di riferimenti allorché ci si inoltra nel sottosuolo di Napoli. Dove si perdono le direzioni, si confondono i livelli e sembra di scendere nelle profondità di un mondo alieno e del tutto estraneo al mondo di superficie.
Il romanzo rende quindi molto bene questo senso di disorientamento e al suo termine lascia aperta una nutrita serie di domande che fanno pensare che questo non sia altro che il primo di una serie di romanzi, ancora tutti da scrivere.
Autore Maurizio De Giovanni
Editore Rizzoli

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