14 aprile 2018

Io sono già morto

Il romanzo si ispira direttamente alla storia dell'avvocato guatemalteco Rodrigo Rosenberg, diventato famoso in tutto il mondo perché nel 2009 fece in modo che dopo il suo omicidio venisse pubblicato un video su YouTube in cui denunciava pubblicamente i suoi assassini.
Il romanzo racconta la vita tormentata del protagonista, che nel libro assume il nome di Guillermo Rosenweig, da quando in gioventù decide di affrancarsi dalla condizione di anonimato e di semi-povertà che contraddistingue la sua famiglia e il suo Paese, andando a studiare legge in America con l'unico obiettivo di diventare ricco e importante.
In questo percorso non esiste nessuno scrupolo e nessuna etica: Guillermo sposa una donna che non ama ma che gli può consentire l'ascesa sociale; si getta in avventure sempre più immorali, al solo scopo di sentirsi vivo; non ha cura nemmeno dei suoi figli perché i suoi desideri e i suoi "disvalori" sono più importanti.
In questa "discesa agli inferi", in cui lo strumento preferito è il sesso oltre ogni limite, Guillermo resta pienamente consapevole dei suoi atti, del suo agire e delle conseguenze che sceglie di accettare.
Il drammatico percorso lo condurrà ad un prevedibile rovinoso declino, ma avrà un esito spiazzante con la riconquista di una parvenza di dignità, per tutta la vita mancata.
L'autore scrive con grande efficacia e rende molto bene il clima dell'epoca descritta, fra corruzione e illegalità, protagoniste di un passato molto vicino a noi. La descrizione psicologica del personaggio è molto credibile e convincente: l'autore non esprime nessun giudizio, né di elogio né di condanna sul protagonista, lasciando al lettore ogni giudizio.
Ne risulta un racconto che non lascia indifferenti e che costringe il lettore a farsi molte domande, ad interrogarsi sui labili confini fra bene e male, fra giusto e sbagliato, soprattutto grazie ad un finale che non risolve, non dà compiutezza ma lascia aperti molti scenari, come del resto accade spessissimo nella vita reale.
Perché la vita vera non si conclude solo in commedia o in tragedia. Può anche concludersi in modo diverso. E ciò, anche se lascia stupiti, non deve sorprendere.



  Autore David Unger


  Editore Frassinelli

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