Lorenzo Guarnieri aveva solo 17 anni quando, nel giugno del 2010, mentre in motorino stava tranquillamente tornando a casa, uno scellerato che aveva bevuto il triplo del consentito e si era fumato diverse canne lo travolse in strada, uccidendolo sul colpo.
Uno dei tanti, dei troppi "incidenti" stradali che in un attimo hanno la capacità di spezzare una vita, gettando la famiglia della vittima nella disperazione e nell'angoscia più profonda.
I genitori di Lorenzo hanno sperimentato sulla propria pelle questo immenso dolore, forse il più lancinante e inaccettabile che possa capitare ad una persona: la perdita del proprio figlio. A questa tragedia avrebbero potuto reagire in diversi modi: con la chiusura in sé stessi, con l'odio e il rancore, con la rivendicazione, con l'auto-annietamento.
Ma Stefano e Stefania Guarnieri hanno scelto un modo diverso di reagire: hanno voluto dare uno scopo e un senso al loro dolore.
Hanno creato un'Associazione per sostenere, affiancare e tutelare le famiglie che hanno vissuto drammi analoghi nella loro vita e si sono fatti parte attiva per smuovere le coscienze collettive nei confronti degli "incidenti" stradali. Che non sono affatto "incidenti" ma veri e propri reati e come tali vanno trattati, sia dal punto di vista della prevenzione che della repressione.
Il loro impegno è stato talmente infaticabile che le coscienze si sono mosse davvero: dopo un lungo iter di iniziativa popolare, il 23 marzo 2016 il Parlamento Italiano ha approvato la legge sull'omicidio stradale. Un enorme cambiamento di paradigma che finalmente è anche un atto di civiltà.
Ma molto c'è ancora da fare, soprattutto per quanto riguarda la considerazione e la protezione delle vittime delle violenze stradali. Sì perché nel nostro sistema giudiziario la vittima non ha voce, non ha ruolo. Semplicemente non esiste.
Questo libro racconta, infatti, le incredibili vicissitudini che si sono trovati a vivere i genitori di Lorenzo nei loro rapporti con le Istituzioni dello Stato, che (in teoria) avrebbero dovuto proteggerli: burocrazia, freddezza e perfino diffidenza nei loro confronti sono stati gli atteggiamenti più frequenti, tanto inspiegabili, quanto drammaticamente veri.
Stefano e Stefania, che fino ad allora non avevano mai frequentato le aule di giustizia, i periti assicurativi e i medici legali, si sono trovati catapultati in un sistema a tratti assurdo e kafkiano, che li ha fatti sentire colpevolmente d'impaccio: elementi estranei in un sistema che invece avrebbe dovuto perlomeno tenerli in considerazione.
Ecco quindi un nuovo "fronte" su cui smuovere le coscienze: dare dignità alle vittime e ai loro familiari, dare loro voce e ruolo e sollecitare le Istituzioni perché si prendano cura dei loro cittadini, soprattutto quando si trovano in condizioni di estrema debolezza e fragilità. Questo lo scopo del libro, il cui ricavato sarà utilizzato dall'Associazione per finanziare le azioni di sensibilizzazione a tutela delle vittime della violenza stradale.
Un libro che si legge in due ore ma che è talmente denso da rimanere a lungo nel cuore e nel cervello. Un libro di educazione civica che, anche solo per questo, deve essere letto.
Autore: Stefano Guarnieri
Editore: Giunti

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