Shizo Kanakuri è stato il primo atleta del Giappone a partecipare alle Olimpiadi. Per la precisione a quelle di Stoccolma del 1912. La sua specialità era la maratona in cui aveva fatto registrare un tempo di livello internazionale e in lui riposero le speranze Jigoro Kano, fondatore del Judo e figura autorevolissima in Giappone in fatto di sport, e addirittura l'Imperatore del Giappone, desideroso di accreditare il suo Paese presso il mondo occidentale anche tramite i Giochi Olimpici.
L'esperienza di Shizo Kanakuri alla maratona di Stoccolma fu misteriosa e particolarissima: dopo gran parte della gara corsa a ottimi livelli, a circa sette chilometri dal traguardo, forse vinto dalla fatica, sparì nel nulla, dandosi alla fuga. Qualche anno dopo rientrò clandestinamente in Giappone, ma le notizie certe sono quasi inesistenti, come sui motivi della sua "fuga" e tutta la sua vita è rimasta avvolta da un alone di mistero. Si sa solo che nel 1967 fu invitato nuovamente a Stoccolma per concludere i sette chilometri mancanti e terminare la sua maratona con l'incredibile tempo di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 20 secondi, realmente registrato negli annali del Comitato Olimpico Internazionale.
Franco Faggiani prende spunto da questo singolare episodio sportivo, poco noto al grande pubblico, e crea un romanzo in cui riempie, con la fantasia del romanziere, gli inevitabili vuoti degli accadimenti reali, per costruire un racconto in grado di dare senso a questa vicenda non solo sportiva ma anche umana davvero unica.
Ecco quindi che piano piano il profilo di Shizo Kanakuri si delinea in un intreccio di pensieri, sentimenti, passioni, idee che danno forma al personaggio fino a farlo diventare pienamente vero e credibile: un uomo caricato di responsabilità forse eccessive per le sue forze fisiche e morali che, sentitosi sopraffatto, cercò vie di fuga anche estreme per riconquistare la serenità interiore, fare i conti con il passato e accettare il suo destino con animo pacificato.
Faggiani è molto abile nell'intessere il profilo del personaggio secondo l'etica giapponese: un ferreo senso del dovere e dell'onore (che non ammette tradimenti e cedimenti) congiunto ad una attenzione quasi rituale e perfino mistica a tutte le cose della vita, anche le più piccole. Ecco quindi che la sua pace Shizo Kanakuri la potrà trovare in quel magico bosco di ciliegi in cui vivrà tanto tempo in eremitica e poetica solitudine, con la compagnia degli alberi, dei monti, degli animali e delle stagioni, portando a compimento il senso della propria esistenza e riconciliandosi con sé stesso e con il mondo.
Anche da un grande fallimento si può rinascere, perché (proprio come insegnava Jigoro Kano) non conta quante volte si cade, ma quante volte ci si rialza. Perché in ogni vita vissuta, anche la più strana e in ogni persona, anche la più singolare, alla fine un senso e uno scopo, a volerlo trovare, c'è.
Autore: Franco Faggiani
Editore: Fazi

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