Una mattina, un consulente finanziario sull'orlo di una crisi familiare e lavorativa, apre la porta della sua casa di Londra ad un visitatore inaspettato: un suo vecchio compagno di studi, che non vedeva da molto tempo e che gli si ripresenta improvvisamente e senza invito.
Zafar (questo il nome dell'ospite) ha studiato matematica ad Oxford e anche lui, come il narratore (di cui non si conosce il nome) ha lavorato nel settore finanziario. Entrambi provengono dall'ex impero britannico: Zafar dal Bangladesh e il narratore dal Pakistan e hanno studiato insieme, ma mentre il primo ha un background modesto e non si trova a suo agio nella "way of life" occidentale, il narratore sembra ben più incardinato nella logica di pensiero britannica.
Ma questa dicotomia è solo il primo spunto di una storia che è una somma di storie. Zafar, infatti, si presenta improvvisamente dal suo vecchio amico (o forse, dal suo vecchio conoscente) solo per raccontare.
Il suo racconto è il nocciolo del romanzo e occupa praticamente tutte le circa 600 pagine del libro. E' impossibile riassumerlo, perché è un intreccio di narrazioni che passano dalla vita privata (gli amori, le gioie familiari, le delusioni e le speranze disilluse) a riflessioni politiche e sociali (gli interessi occidentali in Afghanistan, il neo-colonialismo britannico, gli interessi economici), da considerazioni su aspetti intimi dell'esistenza, a interrogativi sul vero senso della vita (se mai c'è n'è uno).
Il tutto viene reso dall'autore con una scrittura volutamente caotica e magmatica. I racconti di Zafar si intrecciano fra loro e spesso il filo si interrompe per poi ritrovarsi pagine dopo, inframmezzato da altri racconti che a loro volta si interrompono e si riprendono, come in un labirinto. A ciò si aggiunge che spesso è difficile capire se colui che racconta è Zafar oppure se stiamo leggendo le riflessioni del narratore perché anche lo stacco fra chi parla e chi ascolta è evanescente, tanto da far sembrare che i due protagonisti del romanzo siano in realtà uno solo (o due aspetti dello stesso pensiero).
E' evidente, quindi, che il romanzo è impegnativo, ma se non ci si lascia scoraggiare, con l'avanzare delle pagine diventa appassionante e immersivo, anche perché spazia su molti ambiti del pensiero (la politica internazionale, la filosofia, l'amore, la scienza), ognuno dei quali decisivo e, allo stesso tempo, inadatto da solo a spiegare il mondo.
Su tutto sembra aleggiare il famoso Teorema dell'Incompletezza di Godel, secondo il quale nessun insieme composto da affermazioni vere può dimostrare la veridicità dei suoi assiomi. E il senso del romanzo sembra essere proprio questo: il Teorema non vale solo per la matematica, ma anche per la vita.
Autore: Zia Haider Rahman
Editore: La Nave di Teseo

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