23 novembre 2019

Gli psicoatleti

Nel 1860, in concomitanza con la proclamazione dell'Unità d'Italia, a Torino venne fondata la "Società Nazionale di Psicoatletica", la più antica istituzione italiana dedicata ai grandi viaggi a piedi.
I membri dell'epoca erano ferventi patrioti che, con le loro lunghe camminate in lungo e in largo per la Penisola, volevano celebrare e testimoniare la neonata Unità nazionale, in segno di fratellanza e solidarietà fra tutte le popolazioni italiche. E siccome il loro "impegno atletico" aveva anche queste forti motivazioni morali, si definivano "Psicoatleti": ginnasti del corpo e della mente.
Nel 2010, in occasione dei 150 anni dall'Unità d'Italia, lo scrittore Enrico Brizzi insieme ad alcuni amici ha voluto ripercorrere le imprese degli antichi Psicoatleti, con un viaggio pedestre che dall'Alto Adige li ha condotti fino in Sicilia.
Il racconto di questa impresa, sapientemente romanzato e messo in relazione con l'esperienza ottocentesca degli antesignani del viaggio "a bassa velocità", costituisce la trama di questo romanzo, dove i tre protagonisti, durante i tre mesi di cammino, si confrontano fra loro, con le genti che incontrano nelle varie regioni italiane, ma soprattutto si confrontano con sé stessi perché, come ogni viaggio che si rispetti, il percorso è prima di tutto interiore e poi di riflesso esteriore (come i pellegrini di tutti i tempi hanno sempre saputo) e serve, prima di ogni altra motivazione, a far luce su sé stessi, sui propri valori, su ciò che nel nostro spirito è autentico e ciò che non lo è.
Ecco quindi che camminando (o meglio: leggendo!) il lettore assapora il profumo di un'Italia che spesso si dà per scontata, ma che invece racchiude infinite e inaspettate meraviglie, accanto a scorci di frustrante desolazione. Le popolazioni, sia rurali che cittadine, i borghi, i territori, le tradizioni, i dialetti, i cibi, tutto contribuisce a formare l'identità di un Paese che troppo spesso noi italiani siamo i primi a ignorare.
Un ritratto, quindi, dell'Italia di oggi e, soprattutto, di noi stessi, che merita il tempo di un cammino (o meglio: di una lettura!).
Pregevole prova dell'autore bolognese, autore del romanzo cult "Jack Frusciante è uscito dal gruppo", che conclude la sua trilogia dedicata ai viaggi a piedi (dal Tirreno all'Adriatico e da Torino a Finisterre).

Autore: Enrico Brizzi

Editore: Mondadori

09 novembre 2019

Limonov

Eduard Veniaminovic Savenko, in arte Limonov, è un personaggio davvero particolare: poeta, scrittore, artista, barbone, domestico, galeotto, guerrigliero, politico, rivoluzionario, reazionario.
Sembra un'accozzaglia di attributi fra loro contrastanti, tanto che viene da chiedersi perché mai l'autore del libro abbia creato un tale personaggio, così contraddittorio.
In realtà, il personaggio non è affatto inventato. Eduard Limonov esiste davvero, è vivo e vegeto e basta andare su internet per saperne di più su di lui.
Ciò che è davvero sorprendente è la sua vita, talmente avventurosa e fuori dagli schemi che sembra un romanzo, dove gli attributi citati sopra calzano a pennello per descrivere le varie fasi di un'esistenza di cui si può dire tutto, fuorché che sia banale.
L'autore del libro, Emmanuel Carrère, aveva conosciuto in Francia Limonov negli anni '80, ma pur apprezzandone l'estro artistico, ne aveva detestato il pensiero politico: un mix di stalinismo e nazionalismo  totalmente indigesto per un illuminista occidentale. Aveva abbandonato ogni interesse su di lui, fino a quando nel 2006, nel corso di un reportage sull'omicidio della giornalista russa Anna Politkovskaja, acerrima nemica di Putin, scopre che costei aveva difeso Limonov, pure lui fiero avversario della strisciante dittatura che "il nuovo zar" stava costruendo in Russia.
Carrère quindi torna ad incuriosirsi su Limonov e decide di scoprire più che può su di lui, dalla sua nascita fino ad oggi.
Ecco quindi che viene fuori una biografia non autorizzata di un uomo verso il quale non si può restare indifferenti. Leggendola, anche il lettore che non aveva mai sentito nominare il protagonista, non potrà che appassionarsi alle sue vicende. In ampi tratti proverà sentimenti di irritazione e di fastidio verso quest'uomo, tanto da giudicarlo malvagio. In altre occasioni lo ammirerà e proverà sentimenti di rispetto e considerazione, tanto da giudicarlo eroico. In ogni caso il lettore non si annoierà mai, perché le peripezie che nel bene e nel male Limonov ha vissuto e ha voluto per sé sono frutto di un spirito ribelle che non può che risultare avvincente.
Il racconto è molto ben confezionato dall'autore, che restituisce in modo molto vivido l'ambientazione, il clima, il periodo storico che va dall'epoca di Stalin fino ai giorni nostri, narrato "dal di dentro", da chi lo ha vissuto e ne porta addosso ferite e rimpianti.
Un racconto che, fra l'altro, fa capire in maniera diretta e immediatamente comprensibile com'è stata vissuta dal popolo russo la fine dell'Unione Sovietica e la nascita della Russia di oggi, con tutte le sue infinite contraddizioni.

Autore: Emmanuel Carrère

Editore: Adelphi