Se nel Settecento era di gran moda, per gli eruditi europei, fare il "Grand Tour" in Italia, per visitare le più belle città d'arte e respirare l'aria di una cultura millenaria, nell'Ottocento il "giro turistico" si trasforma in "villeggiatura" e i colti e raffinati rappresentanti dell'aristocrazia europea (non solo nobiliare ma oramai soprattutto economica) prediligono soggiorni prolungati in Italia, sia nelle città più famose che in zone del Bel Paese meno note, ma ugualmente suggestive.
E' il caso di Lucy Barnes Baxter (che pubblicherà con lo pseudonimo maschile Leader Scott), studiosa e letterata inglese che vive a lungo a Firenze e che nel 1878 trascorre i mesi estivi nel piccolo borgo di Migliorini, sulle montagne pistoiesi, vicino al paese di Piteglio per fuggire, come si farebbe oggi, dalla calura cittadina. Di tale periodo di villeggiatura redige questo diario in cui annota le esperienze piccole e grandi che vive.
Il borgo di Migliorini mantiene intatto il fascino rustico e sincero di tradizioni antiche, lontano dai processi di modernizzazione e industrializzazione che stanno interessando ampie regioni d'Europa e d'Italia. Nel borgo e nei paesi circostanti si continua a vivere secondo un secolare sistema di valori sociali, culturali, economici e si direbbe anche politici che affondano le loro radici nella cultura etrusco-romana e poi medievale e tutto questo non può che affascinare la raffinata ospite inglese che vede in quel piccolo mondo rurale un'idilliaca Arcadia.
Le famiglie del luogo vivono in un contesto fatto di naturalistica solidarietà sociale e di inestricabile imparentamento, dove la fortuna di uno è la fortuna di tutti e la disgrazia di una famiglia è la disgrazia di tutte. Il che è chiaro se si comprende l'assetto sociale basato sull'agricoltura, la pastorizia, il piccolo artigianato, secondo un senso di comunità non imposto, ma necessariamente spontaneo. Un sistema antico che assume contorni perfino leggendari, rispetto al rampante capitalismo industriale basato sull'individualismo spinto che la cultura anglosassone sta esportando nel mondo.
Lucy, quindi, osserva con molta attenzione la vita del borgo e vi partecipa con entusiasmo, mostrando in questo suo diario la fascinazione per il luogo, per la natura, per i suoi abitanti e per il loro sistema di vita e di pensiero.
Non manca, naturalmente, un sottile velo di snobismo, tipico degli inglesi quando hanno a che fare con culture diverse dalla loro, soprattutto riguardo alle credenze religiose dei paesani, che Lucy liquida con sufficiente condiscendenza. Ma ciò fa parte della mentalità borghese dell'epoca e non inquina il sentimento di ammirazione e di rispetto che sinceramente ella esprime in ogni pagina.
Il diario, più volte pubblicato e ristampato in Inghilterra, viene oggi offerto per la prima volta al lettore italiano nella traduzione di Cristina Dazzi, rivista e completata dalla curatrice Laura Lepri, che con la sua pregevole e approfondita prefazione inquadra il contesto storico e culturale dell'epoca, senza il quale sarebbe difficile comprendere ampie parti del diario. Una preziosa introduzione che è anche utile per sottolineare il legame culturale fra Inghilterra e Toscana che ha radici antiche, che ai nostri giorni è più forte che mai e di cui questo libro rappresenta un importante contributo.
Autore: Leader Scott (Lucy Barnes Baxter)
Editore: Franco Cesati

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