Il 6 settembre 2020 si sono aperte ufficialmente le celebrazioni per commemorare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, che proseguono fino al settembre 2021.
In questo anno disgraziato, che vede il mondo alle prese con l'epidemia più grave da un secolo a questa parte e che costringe tutti a ripensare radicalmente le proprie abitudini, i comportamenti sociali e gli stili di vita, è buona cosa tornare alle origini, riportare l'attenzione alle fondamenta della nostra cultura e del nostro pensiero.
Uno dei padri fondatori (se non IL padre fondatore) della cultura italiana è senz'altro Dante, la cui opera universalmente conosciuta e studiata costituisce il punto di origine non solo della lingua italiana, ma anche dell'idea stessa di Italia. Secoli prima che si elaborassero i concetti di Stato e di Nazione, Dante creò un poema che contiene in sé tutta l'essenza dell'Italianità, il suo spirito profondo, le sue contraddizioni e fragilità, la sua grandezza e la sua unicità.
Raccogliendo l'eredità della cultura classica e grazie al suo sapere enciclopedico, Dante getta il seme dell'Umanesimo per proiettare un popolo e una comunità verso il futuro che oggi ci appartiene.
In questo bel libro scritto con taglio giornalistico e quasi di "cronaca", Aldo Cazzullo segue il doloroso percorso di Dante nell'Inferno, incontrando decine di personaggi iconici, alcuni famosissimi, altri meno ricordati, tutti comunque simboli di un modo di vivere, di pensare, di stare al mondo che colpisce per la sua scioccante attualità e modernità. E poi le città, i conflitti insanabili, le lotte fra potere temporale e potere spirituale: nulla di tutto questo, nel viaggio che Cazzullo ci fa fare con Dante, appare vecchio e superato, ma anzi tutto sembra la cronaca del giorno d'oggi, del nostro Paese, di noi stessi.
Con un'onesta intellettuale e una lucidità di pensiero che da 700 anni impressionano tutte le generazioni di lettori e studiosi (chi nel 1300 avrebbe osato mettere i Papi nell'Inferno?), forte di un sapere immenso e universale e con il piglio dialettico tipico dell'uomo che agisce, non si piega, soffre ma combatte in nome dei valori più alti, Dante tramite i suoi endecasillabi a rime intrecciate scolpisce un'opera eterna che ancora oggi e per sempre dice a tutti, ma soprattutto a noi italiani, cosa significa essere uomini.
"Il più bel libro che sia mai stato scritto", come dice Borges della Commedia, deve quindi essere presente e attuale nella nostra vita e i contributi, come questo di Cazzullo, aiutano a farne scorrere la linfa nelle nostre vene e nei nostri pensieri. Anche a 700 anni di distanza.
Autore: Aldo Cazzullo
Editore: Mondadori

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