Uno dei contributi per il 700esimo anniversario dalla morte di Dante che riscuote maggior successo di pubblico è questo libro di Alessandro Barbero, popolare storico che raccoglie numerosissimi seguaci su YouTube e in televisione perché riesce sempre a coniugare il rigore scientifico dell'analisi delle fonti con il tratto divulgativo che rende la Storia un'avventura appassionante.
Stavolta il soggetto principale dell'analisi è Dante e, con lui, il periodo storico di cui è uno dei più famosi e celebrati protagonisti: il Medioevo. Tutti sanno fin dai banchi di scuola che con il termine "Medioevo" si suole definire quel lunghissimo periodo che va dalla caduta dell'Impero Romano d'Occidente alla scoperta delle Americhe. E tutti sanno che molto di quel periodo venne spregiativamente definito "Secoli bui" dalla storiografia illuminista, per sottolinearne l'arretratezza culturale e l'ottusità di pensiero.
Ma il Medioevo è molto altro e la luce immortale dell'opera di Dante ne è uno dei più fulgidi esempi, insieme ad altri protagonisti dell'arte (Giotto per esempio), della cultura (San Benedetto e San Francesco per esempio), della scienza (i costruttori delle Cattedrali gotiche per esempio) che di quei secoli hanno lasciato testimonianze tutt'altro che buie.
Certo, furono secoli duri, difficili e violenti. Vivere, per la maggior parte della gente, non era un esercizio facile: le guerre erano all'ordine del giorno; carestie e pestilenze pure. E su tutto le eterne lotte per il potere e l'atavica distanza sociale fra ricchi e benestanti da un lato e poveri ed emarginati dall'altro. Che, comunque, è sempre esistita nella storia dell'uomo.
In questo libro Alessandro Barbero ricostruisce la vita di Dante nel contesto storico che gli è proprio. Dalla nascita in una famiglia che aspirava a conquistarsi un posto nella nobiltà cittadina di Firenze all'incontro con gli amici-poeti del Dolce Stil Novo; dai combattimenti nella battaglia di Campaldino all'impegno nella carriera politica; dall'idea della separazione di poteri fra Impero e Chiesa all'esilio e ai pellegrinaggi per le città italiane.
Un racconto che si legge come un romanzo per la sua scorrevolezza e il suo tono divulgativo, ma fondato su rigorosi basi storiche, che ci aiuta in due modi: ad amare ancor di più quell'uomo straordinario e unico che fu Dante Alighieri, figlio del suo tempo ma allo stesso modo capace di vedere così oltre e così in alto da essere uno dei fondatori (se non IL fondatore) dell'idea di Italia come Nazione. Inoltre ci aiuta a considerare il Medioevo nella giusta prospettiva, senza pregiudizi e preconcetti, come un periodo storico che, nella sua grandezza e nella sua crudezza, è una parte fondamentale della nostra identità.
Autore: Alessandro Barbero
Editore: Laterza

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