02 luglio 2022

Sono felice, dove ho sbagliato?

Torna l'avvocato Vincenzo Malinconico da Napoli, legale delle cause perse (spesso prima ancora d'esser discusse), un po' improvvisato e a volte anche cialtrone, ma capace di meravigliosi colpi di genio, come solo i napoletani doc sanno fare.

Stavolta insieme al suo amico e collega Benny, che lo ha accolto come socio (di minoranza) nel suo studio legale, Vincenzo si trova di fronte due persone che gli vogliono parlare per intentare una causa. Fin qui nulla di strano, ma il fatto è che la causa dovrebbe essere una "class action" con centinaia di presunti danneggiati (e qui la cosa comincia a farsi strana) e il diritto leso sarebbe nientemeno che il "diritto alla felicità", troppo spesso violato e calpestato nei rapporti di coppia a causa del partner che tradisce o semplicemente rende infelice l'altro, generando una legione di cornuti, lasciati, abbandonati nella piena infelicità. Siccome in giudizio si possono chiedere i danni morali, perché non avviare una "class action" che farebbe storia?

A questo punto è chiaro che la pretesa è fin troppo strana e anche piuttosto demenziale, ma proprio per questo Vincenzo se ne lascia irretire e mentre il suo socio Benny sostiene convintamente l'idea allo scopo di portarsi a letto qualcuna delle fanciulle infelici in questione, Vincenzo, inizialmente li deride, ma poi comincia a frequentare il gruppo di "impantanati sentimentali" (come li etichetta lui) scoprendo storie di vita vera per nulla assurde, anzi fin troppo normali e purtroppo frequenti, tanto da meritare di essere prese in considerazione.

Il romanzo è tutto costruito su questo filo che separa l'assurdo e il comico dalla reale e a volte drammatica assenza di felicità, con lo stile consueto dell'autore, che anche stavolta (anzi, forse più che nei romanzi precedenti) rende il racconto sempre brillante, vivace e molto godibile.

Fra continui battibecchi, colpi di scena, drammaturgie familiari più o meno prevedibili, l'avvocato Malinconico sarà in grado di mettere in piedi una improbabile quanto geniale difesa. In primo luogo per la sua personale felicità.

Autore: Diego De Silva

Editore: Einaudi

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