27 agosto 2022

Storia delle terre e dei luoghi leggendari

L'eredità culturale che ci ha lasciato Umbero Eco, sia coi suoi saggi che con i suoi romanzi, è sempre preziosa e in ogni tempo offre spunti di approfondimento, di meraviglia e, non ultimo, di insegnamento.

Un esempio è il famoso saggio sulle terre e i luoghi leggendari, dove l'autore ripercorre l'anelito dell'essere umano verso paesi e territori immaginari o mitici, alla ricerca di un "Altrove" diverso dal mondo quotidiano e capace di assicurare felicità e gioie infinite.

Le mitologie di tutte le culture umane, infatti, parlano di luoghi remoti e favolosi, dove l'uomo potrebbe vivere in perpetua felicità circondato da immense ricchezze, senza l'oppressione delle miserie umane, affrancato dai bisogni e della caducità tipiche della nostra condizione umana. L'esempio più noto è il giardino dell'Eden, il Paradiso perduto, dove l'uomo viveva in una condizione semi-divina, da tempo immemorabile perduta. Ebbene, tale mito non è rimasto confinato nell'immaginario collettivo ma ha anche alimentato studi e ricerche per il suo ritrovamento. Ricerche per lo più estemporanee ad opera di personaggi bizzarri, ma anche studi approfonditi e animati da un reale desiderio di conoscenza e di scoperta.

A partire dall'Eden, sono moltissimi i luoghi leggendari nella storia umana che Umberto Eco ripercorre in questo libro. Luoghi mai esistiti ma che hanno da sempre alimentato spedizioni e ricerche, come il continente di Atlantide, la città sotterranea di Agharta, il regno del Prete Gianni, l'Eldorado, Avalon, l'Isola di Thule, Shangri-La, ecc. A fianco di questi luoghi, frutto della narrazione mitologica ed epica dell'umanità, che li considerava reali anche se introvabili, ve ne sono altri che tutti sanno essere frutto di invenzione (e quindi inesistenti), ma che allo stesso modo sono entrati nell'immaginario collettivo, con una infinita schiera di seguaci e di devoti. Basti pensare all'appartamento di Sherlock Holmes in Baker Street a Londra, le isole visitate da Gulliver o il tempio dei Thugs di Salgari.

In ogni caso questi luoghi leggendari hanno prodotto due risultati entrambi ammirevoli: da un lato la produzione di numerose e meravigliose opere d'arte ad essi ispirati, sia in pittura che in letteratura; dall'altro il desiderio di ricerca ha fatto sì che, andando a cercare i luoghi leggendari l'uomo ha finito per scoprire altre cose, fino a quel momento sconosciute ma assolutamente reali (e i viaggi di Colombo, di Vespucci e di Magellano ne sono la prova più lampante).

Rileggere, quindi, questo saggio ha la capacità di farci apprezzare l'infinita fantasia umana e le straordinarie conquiste che l'uomo può raggiungere se solo è animato da un'aspirazione davvero "fantastica". L'esplorazione dello spazio ne è l'esempio più attuale.

Autore: Umberto Eco

Editore: Bompiani

13 agosto 2022

Stazione Undici

A volte capita che la letteratura sappia anticipare i tempi, come se alcuni autori avessero la capacità di prevedere il futuro, facendo sì che ciò che nasce come "fantascienza" o pura invenzione di fantasia, a distanza di anni diventa realtà.

Gli esempi sono diversi (Jules Verne fra tutti) ma ovviamente non dipendono da doti di preveggenza, bensì dalla sensibilità e della capacità di osservazione che certi autori hanno e che permette loro di intravedere, nelle pieghe dell'oggi, il prefigurarsi del domani. Dote che la maggior parte delle persone non ha, ma che alcuni scrittori particolarmente talentuosi posseggono.

La giovane Emily St. John Mandel in questo romanzo dimostra proprio questo talento. Il libro è stato scritto nel 2015, ma racconta una vicenda tremendamente attuale: il genere umano colpito da una micidiale pandemia mondiale. La particolarità sta nel fatto che questo scenario apocalittico, che vede la scomparsa del 90% dell'umanità, non viene raccontato con spirito catastrofico, come spesso succede quando si ambientano romanzi fra guerre, pestilenze o sconvolgimenti naturali, ma la quasi estinzione di massa resta sullo sfondo e viene invece raccontata la vita dei superstiti, il loro modo di affrontare un contesto totalmente nuovo e la loro intima difficoltà a dare un senso al "prima" e al "dopo" dell'evento fatale, per il quale nessuno era preparato.

Spicca il fatto che una piccola compagnia di persone, ex attori e musicisti nel mondo del "prima", viaggia incessantemente in territori oramai semi-abbandonati e abitati solo da piccoli nuclei di umani superstiti ridotti a vivere in stato semi-primitivo, per mettere in scena le tragedie di Shakespeare, per preservare nella gente (oramai preoccupata solo di trovare mezzi di sussistenza), il ricordo di una cultura e di una eredità che merita di non andare perduta.

In un mondo devastato e primitivo (e primigenio), solo il patrimonio culturale contraddistingue il genere umano e lo rende diverso dagli animali. Se la compagnia "Orchestra Sinfonica Itinerante" riesca a mantenerlo vivo con il teatro e con la musica, al lettore il piacere di scoprirlo.

Autore: Emily St. John Mandel

Editore: Bompiani