03 dicembre 2022

M. Gli ultimi giorni dell'Europa

Terzo romanzo di Antonio Scurati dedicato al ventennio fascista e al suo indiscusso protagonista: Mussolini.

Il periodo è fra i più drammatici del Novecento: il triennio 1938-40 che vede l'Italia e l'Europa intera sull'orlo dell'abisso di una nuova guerra totale.

Ancora una volta, come nelle due "puntate" precedenti, Scurati racconta questi anni terribili dal punto di vista del potere, ma anche dal punto di vista di persone che ruotano intorno al potere, ognuna delle quali animata da un proprio pensiero, che tuttavia non riesce a frenare la corsa folle verso la catastrofe.

Ecco quindi il racconto di Renzo Ravenna, fascista convinto ed ex podestà di Ferrara, che in quanto ebreo subisce le leggi razziali senza capacitarsi di come il fascismo possa indulgere in tale aberrazione. Ed ecco Ranuccio Bianchi Bandinelli, eminente archeologo, costretto a fare da guida a Hitler durante la visita a Roma. Ma quello che ancor più impressiona sono le testimonianze private di Galeazzo Ciano e di Italo Balbo, entrambi molto scettici sull'alleanza con la Germania di Hitler e nient'affatto convinti che questa rappresenti una cosa utile per l'Italia. Ma mentre il primo è obnubilato dalla sua superbia, figlia di un carattere debole e opportunista, il secondo, intelligente e acuto, capisce benissimo che quello con Hitler è un abbraccio mortale che precipiterà l'Italia nella catastrofe e, quel che è peggio (ai suoi occhi), segnerà la fine del Fascismo.

Insomma, mentre in Germania l'appiattimento al delirio di Hitler coinvolge tutta la nazione, in Italia sembra che tutti intorno a Mussolini si rendano conto che l'alleanza italo-tedesca rende subalterna l'Italia alle folli mire espansionistiche e apocalittiche di Hitler, ma nessuno trova il modo e la maniera per prendere le distanze. Perfino Mussolini si rende conto del precipizio in cui sta gettando il Paese, ma preferisce ignorare ogni ragione e razionalità, sperando che ancora una volta la Dea Fortuna lo assista.

Un ritratto ancora una volta spietato e cristallino, scritto magistralmente, che mette in luce il male assoluto della dittatura: un uomo solo che decide il destino di milioni di persone, senza nessuno che abbia il potere e l'autorità per farlo ragionare. Un implicito atto di accusa anche verso chi forse avrebbe potuto farlo (il Re e il Papa), ma che non hanno voluto. Un invito infine a tutti noi a rileggere la nostra Storia recente, riflettendo su come sia drammaticamente facile scivolare verso derive autoritarie e totalitarie che distruggono diritti, libertà e perfino la vita di popoli interi.

Autore: Antonio Scurati

Editore: Bompiani

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