25 febbraio 2023

La macchina del vento

Il "confino" durante il ventennio fascista fu una misura di polizia largamente adottata contro gli oppositori politici, gli ebrei e tutti coloro che erano ritenuti "pericolosi". Si veniva spediti al confino in remotissimi luoghi anche solo per un sospetto, senza nessun processo ma solo come misura tesa a tacitare qualunque voce "fuori dal coro".

Ai tempi, la vulgata fascista si divertiva a dire che il regime mandava gli avversari "in villeggiatura", come se il confino fosse un beato esilio in amene località a spese dello Stato. In realtà si trattava di un provvedimento fortemente limitativo della libertà personale, perché i confinati erano letteralmente strappati dal loro ambiente e catapultati in posti sperduti, senza nessuna possibilità di contatto con parenti e amici, con il divieto anche di chiacchierare fra di loro in gruppi superiori a due persone e con rigide norme di coprifuoco.

Il romanzo si basa su quanto realmente è accaduto dal 1939 al 1943 nella "cittadella di confino" di Ventotene, una delle isole ponziane che è stata luogo di confino per circa 800 persone, dove si ritrova spedito il protagonista del romanzo, Erminio, giovane studente di Lettere a Bologna, in procinto di laurearsi ma osteggiato dal suo relatore di tesi, il fascistissimo Prof. Goffredo Coppola (che poi sarà fucilato a Dongo insieme a Mussolini e con lui appeso in Piazzale Loreto) che lo ritiene un pericoloso socialista.

Qui Erminio viene a contatto con tutte le numerose espressioni dell'anti-fascismo: ci sono i socialisti, i comunisti, gli anarchici, quelli di Giustizia e Libertà dei Fratelli Rosselli, i repubblicani, i cattolici sociali. E ci sono riformisti, rivoluzionari, liberali, ognuno dei quali con una propria identità e un proprio credo che gelosamente difende anche di fronte agli altri compagni di sventura. Ma tutti sono accomunati dall'opposizione al regime e tutti sperano nella sua caduta.

Ma fra tutti i confinati spicca una personalità che è in grado di riassumere le voci di tutti, che nessuno osa mettere in discussione e che nemmeno il direttore della cittadella di confino si sogna di zittire: è Alessandro Giuseppe Antonio Pertini detto Sandro, tessera n. 1 del Partito Socialista, detenuto per oltre 10 anni nelle carceri del Regno e poi confinato a Ventotene. Un uomo il cui spessore culturale e rigore morale (prima per sé stesso che per gli altri) gli conferiscono un'autorevolezza di cui tutti hanno profondo rispetto.

Erminio ne cerca spesso la compagnia, anche per brevi momenti e scambi di parole, consapevole che l'intelligenza e l'umanità di Sandro siano la cosa più preziosa che ha trovato in quel luogo di reclusione forzata. Nella speranza che un giorno possa essere uno dei leader della nuova Italia non più fascista, ma libera e democratica.

Bellissimo romanzo che intreccia la verità storica con una vena di finzione in stile "fantascientifico" dalla penna di uno dei più abili scrittori del collettivo bolognese "Wu Ming" che ha prodotto e continua a produrre opere letterarie straordinarie di base storica dal fascino inesauribile. 

Autore: Wu Ming 1

Editore: Einaudi

11 febbraio 2023

Il monastero dei delitti

Firenze è universalmente riconosciuta come la patria del Rinascimento e, in quanto tale, una delle città più belle del mondo. La sua fama la porta ad essere considerata un esempio di bellezza, grazia, eleganza e questo è sicuramente vero. Ma è altrettanto vero che nel suo seno cova presenze oscure, un'anima malefica e terribile che quando emerge si palesa con tutta la sua crudeltà. I delitti del "mostro di Firenze" lo hanno manifestano chiaramente.

Partendo da queste premesse il fiorentino Claudio Aita costruisce un romanzo che si dipana su due linee temporali diverse, molto distanti fra loro: le vicende di Geremia Solaris, che si svolgono ai giorni nostri, e quelle di Frate Lamberto da Villanova che invece si svolgono nel Trecento. Entrambe le vicende sono ambientate a Firenze e in entrambe si manifesta la carica di orrore e di oscurità che la città cela dentro di sè.

Geremia è una persona solitaria, complessa e anche confusa sul suo ruolo nel mondo. Arrivato ai cinquant'anni, si ritrova senza un lavoro stabile, troppo dedito al bere e praticamente senza nessun amico. Quando perde anche il suo professore di tesi, l'unico che l'ha sempre trattato con familiarità, cerca le ragioni di tale scomparsa, che sembra causata da un incidente ma che poi tanto casuale non è. Ecco quindi che Geremia cerca di capire cosa si nasconde dietro un misterioso manoscritto settecentesco che il professore gli aveva mandato pochi giorni prima di morire e alla fine capirà quali turpitudini attraversino i decenni e perfino i secoli nella zona di Firenze e del suo contado.

Le ricerche di Geremia lo porteranno a riallacciare i fili con la storia di Frate Lamberto, che si svolge ai tempi delle repressioni dell'Inquisizione contro le eresie e che a Firenze erano condotte dai Francescani, zelanti nel condannare al rogo ogni sospetto, tanto quanto lo erano i Domenicani. Segno di un rovesciamento dei valori francescani che già all'epoca era patito dai frati minori come un tradimento dell'insegnamento del buon padre Francesco.

Ecco quindi che dal Medioevo ad oggi un filo conduttore, tanto nero che pare intessuto dal demonio, interseca la vita della città, la condiziona e la travolge, facendola diventare il teatro di una lotta incessante fra Bene e Male.

Godibile thriller con venature storiche, che attingono nemmeno troppo velatamente al caposaldo del genere "Il Nome della Rosa", ambientato in una città che oltre a capitale dell'assoluta bellezza, è anche luogo di alcune profonde oscurità.

Autore: Claudio Aita

Editore: Newton Compton