Il "confino" durante il ventennio fascista fu una misura di polizia largamente adottata contro gli oppositori politici, gli ebrei e tutti coloro che erano ritenuti "pericolosi". Si veniva spediti al confino in remotissimi luoghi anche solo per un sospetto, senza nessun processo ma solo come misura tesa a tacitare qualunque voce "fuori dal coro".
Ai tempi, la vulgata fascista si divertiva a dire che il regime mandava gli avversari "in villeggiatura", come se il confino fosse un beato esilio in amene località a spese dello Stato. In realtà si trattava di un provvedimento fortemente limitativo della libertà personale, perché i confinati erano letteralmente strappati dal loro ambiente e catapultati in posti sperduti, senza nessuna possibilità di contatto con parenti e amici, con il divieto anche di chiacchierare fra di loro in gruppi superiori a due persone e con rigide norme di coprifuoco.
Il romanzo si basa su quanto realmente è accaduto dal 1939 al 1943 nella "cittadella di confino" di Ventotene, una delle isole ponziane che è stata luogo di confino per circa 800 persone, dove si ritrova spedito il protagonista del romanzo, Erminio, giovane studente di Lettere a Bologna, in procinto di laurearsi ma osteggiato dal suo relatore di tesi, il fascistissimo Prof. Goffredo Coppola (che poi sarà fucilato a Dongo insieme a Mussolini e con lui appeso in Piazzale Loreto) che lo ritiene un pericoloso socialista.
Qui Erminio viene a contatto con tutte le numerose espressioni dell'anti-fascismo: ci sono i socialisti, i comunisti, gli anarchici, quelli di Giustizia e Libertà dei Fratelli Rosselli, i repubblicani, i cattolici sociali. E ci sono riformisti, rivoluzionari, liberali, ognuno dei quali con una propria identità e un proprio credo che gelosamente difende anche di fronte agli altri compagni di sventura. Ma tutti sono accomunati dall'opposizione al regime e tutti sperano nella sua caduta.
Ma fra tutti i confinati spicca una personalità che è in grado di riassumere le voci di tutti, che nessuno osa mettere in discussione e che nemmeno il direttore della cittadella di confino si sogna di zittire: è Alessandro Giuseppe Antonio Pertini detto Sandro, tessera n. 1 del Partito Socialista, detenuto per oltre 10 anni nelle carceri del Regno e poi confinato a Ventotene. Un uomo il cui spessore culturale e rigore morale (prima per sé stesso che per gli altri) gli conferiscono un'autorevolezza di cui tutti hanno profondo rispetto.
Erminio ne cerca spesso la compagnia, anche per brevi momenti e scambi di parole, consapevole che l'intelligenza e l'umanità di Sandro siano la cosa più preziosa che ha trovato in quel luogo di reclusione forzata. Nella speranza che un giorno possa essere uno dei leader della nuova Italia non più fascista, ma libera e democratica.
Bellissimo romanzo che intreccia la verità storica con una vena di finzione in stile "fantascientifico" dalla penna di uno dei più abili scrittori del collettivo bolognese "Wu Ming" che ha prodotto e continua a produrre opere letterarie straordinarie di base storica dal fascino inesauribile.
Autore: Wu Ming 1
Editore: Einaudi

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