Firenze è universalmente riconosciuta come la patria del Rinascimento e, in quanto tale, una delle città più belle del mondo. La sua fama la porta ad essere considerata un esempio di bellezza, grazia, eleganza e questo è sicuramente vero. Ma è altrettanto vero che nel suo seno cova presenze oscure, un'anima malefica e terribile che quando emerge si palesa con tutta la sua crudeltà. I delitti del "mostro di Firenze" lo hanno manifestano chiaramente.
Partendo da queste premesse il fiorentino Claudio Aita costruisce un romanzo che si dipana su due linee temporali diverse, molto distanti fra loro: le vicende di Geremia Solaris, che si svolgono ai giorni nostri, e quelle di Frate Lamberto da Villanova che invece si svolgono nel Trecento. Entrambe le vicende sono ambientate a Firenze e in entrambe si manifesta la carica di orrore e di oscurità che la città cela dentro di sè.
Geremia è una persona solitaria, complessa e anche confusa sul suo ruolo nel mondo. Arrivato ai cinquant'anni, si ritrova senza un lavoro stabile, troppo dedito al bere e praticamente senza nessun amico. Quando perde anche il suo professore di tesi, l'unico che l'ha sempre trattato con familiarità, cerca le ragioni di tale scomparsa, che sembra causata da un incidente ma che poi tanto casuale non è. Ecco quindi che Geremia cerca di capire cosa si nasconde dietro un misterioso manoscritto settecentesco che il professore gli aveva mandato pochi giorni prima di morire e alla fine capirà quali turpitudini attraversino i decenni e perfino i secoli nella zona di Firenze e del suo contado.
Le ricerche di Geremia lo porteranno a riallacciare i fili con la storia di Frate Lamberto, che si svolge ai tempi delle repressioni dell'Inquisizione contro le eresie e che a Firenze erano condotte dai Francescani, zelanti nel condannare al rogo ogni sospetto, tanto quanto lo erano i Domenicani. Segno di un rovesciamento dei valori francescani che già all'epoca era patito dai frati minori come un tradimento dell'insegnamento del buon padre Francesco.
Ecco quindi che dal Medioevo ad oggi un filo conduttore, tanto nero che pare intessuto dal demonio, interseca la vita della città, la condiziona e la travolge, facendola diventare il teatro di una lotta incessante fra Bene e Male.
Godibile thriller con venature storiche, che attingono nemmeno troppo velatamente al caposaldo del genere "Il Nome della Rosa", ambientato in una città che oltre a capitale dell'assoluta bellezza, è anche luogo di alcune profonde oscurità.
Autore: Claudio Aita
Editore: Newton Compton

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