Piccoli racconti, alcuni brevissimi, altri un po' più ampi, ma sempre comunque in "pillole".
Storie di vita e, soprattutto, storie di solitudini.
Vicende di fantasia, ma quanto simili a vicende reali!
La prolifica penna di Stefano Benni riesce anche in questo a restituire al lettore una sensazione di verità. A volte cupa e triste, altre volte irresistibilmente divertente, come lui sa magistralmente fare, ma in ogni caso è una sensazione reale.
I personaggi sono molto caratterizzati, in maniera anche volutamente calcata, ma ciò è funzionale allo scopo: quello di mettere a nudo una condizione esistenziale molto (forse troppo) diffusa ai giorni nostri, ossia la solitudine.
Una condizione di vita che tutti ci siamo trovati o ci troviamo ad affrontare e alla quale rispondiamo in maniera diversa. C'è chi fa di tutto per uscirne, magari anche inventandosi soluzioni artefatte (come chi compra due cellulari per auto-telefonarsi e sentirsi meno solo) e c'è chi si compiace del proprio status di monade, fino a quando un'altra monade non lo riporta al contatto umano (come il frate zitto).
Situazioni e personaggi surreali, ma non per questo meno veri.
Storie, quindi, di solitudini individuali che però messe una accanto all'altra, come la sintassi di una misteriosa grammatica, compongono una "frase", danno un senso e chissà che questo non sia proprio il modo di esprimersi di Dio. Che per definizione è l'essere più solo dell'universo.
Una lettura che a volte commuove, altre volte è irresistibilmente comica, altre ancora ci conduce a riflettere su noi stessi in maniera tutt'altro che banale.
Da un autore che non ha bisogno di presentazioni.
Autore Stefano Benni
Editore Feltrinelli
Il romanzo appartiene al filone fanta-archeo-thriller dove il protagonista, Brenno Branciforte, è uno storico, archeologo, mercante d'arte nonché falsario. Un personaggio che sembra equivoco ma che poi, alla lunga, appare come un uomo mosso da un sincero ideale non corrotto da altri più bassi scopi.
Nella sua avventura incappa in una sequela di personaggi uno più temibile dell'altro, che gli porteranno via il tesoro più prezioso che ha trovato: una bella ragazza che lo affianca nella sua difficile ricerca.
La storia d'amore (immancabile nelle storie alla "Indiana Jones") si inserisce in una trama che ha come fulcro la ricerca del cosiddetto "Vangelo perduto", ossia una lamina in rame risalente all'epoca degli Esseni, coeva ai rotoli del Mar Morto, che si troverebbe in Turchia e che riprodurrebbe il più antico racconto dell'umanità: quello del diluvio universale. Con l'aggiunta di una profezia millenarista che potrebbe salvare il mondo oppure condannarlo ad una irreversibile catastrofe.
L'ambientazione è affascinante, fra Istanbul, Ankara e la Cappadocia più profonda, terra che come poche altre conserva il fascino secolare di una antichissima storia.
In questo ambiente, dove si intrecciano moderne cospirazioni e pericolosi fanatismi, il protagonista si trova accerchiato da numerosi nemici, alcuni conclamati, altri più subdoli, ognuno dei quali vuole impossessarsi dell'antico manufatto per farne l'uso che più gli pare opportuno. Compreso distruggerlo.
Quale sia la profezia annunciata dal reperto è bene non svelarlo, affinché il lettore conservi il piacere dell'avventura. Però una cosa si può dire: una profezia, evidentemente non voluta, si è realmente avverata. Il libro, infatti, pubblicato agli inizi del 2016 mette in filigrana la complicata situazione politica in Turchia, dove gli apparati militari, fedeli al laicismo di Stato inaugurato da Ataturk, non vedono affatto di buon occhio il governo presidenziale, troppo simpatizzante per il fanatismo islamico. Cosa che pochi mesi dopo è culminata nel (finto?) colpo di stato che ha permesso all'attuale presidente di avviare una deriva autoritaria e fideistica, oggi sotto gli occhi di tutti.
L'autore dimostra di orientarsi molto bene nei luoghi e nei territori descritti, anche se la volontà di infittire la trama con continui colpi di scena (anche troppi) sacrifica i dettagli del contesto e lo spessore psicologico dei personaggi, elementi questi che avrebbero indubbiamente apportato ancor più merito al romanzo. Che comunque resta godibile e piacevole.
Autore Vito Bruschini
Editore Newton Compton
L'autore di questo libro è Matteo Bussola, prima progettista edile in un Ente Pubblico e poi, abbandonata la noiosa burocrazia degli uffici italici, disegnatore di fumetti presso la Sergio Bonelli, la più prestigiosa casa editrice del mondo fumettistico italiano.
Il cambio di vita, sicuramente radicale, rappresenta un "salto nel buio" e un azzardo. Ma a volte bisogna seguire le nostre inclinazioni più profonde e rinunciare a qualche sicurezza in più per gustare preziose soddisfazioni.
Per Matteo le soddisfazioni maggiori non sono solo quelle professionali (disegnare è la sua passione e lo fa davvero bene: vedasi il suo fumetto "Adam Wild"), ma soprattutto quelle familiari.
In questo libro ci racconta il suo menage quotidiano con la moglie Paola, spesso fuori casa per lavoro, e soprattutto con le sue tre figlie piccole, Virginia, Ginevra e Melania.
E' lui, infatti, che quasi ogni giorno prepara loro la colazione, le accompagna a scuola, le va a riprendere, le segue nei compiti, le porta alle festicciole degli amichetti, gioca con loro.
E, più di ogni altra cosa, parla con loro. Rispondendo, a volte con una certa difficoltà, alle loro domande, tipiche dell'infanzia, e perciò complicatissime.
Dialoghi simpatici, spontanei ma spesso molto profondi; squarci di vita quotidiana; momenti di pura felicità, di intimità, di difficoltà, ma sempre momenti da assaporare, da vivere, da non far fuggire via perché non tornano più.
In fin dei conti, il messaggio è proprio questo: ogni padre dovrebbe apprezzare fino in fondo il periodo dell'infanzia dei propri figli. Dovrebbe riconoscere in quei piccoli marmocchi a volte così difficili da gestire, dei maestri di vita che insegnano, più di ogni altra cosa, ad amare.
E' così che anche le nottate insonni, passate a coccolare la bimba malata, o i lunghissimi pomeriggi passati alla festa di compleanno dell'amichetta diventano momenti che hanno il loro intimo valore, che ogni padre dovrebbe imparare a considerare preziosi.
Un libro fresco, sorridente, leggero. Ma per nulla banale. Proprio come i bambini.
Autore Matteo Bussola
Editore Einaudi
Un altro piccolo e prezioso giallo poliziesco firmato da uno dei più apprezzati autori italiani di questo genere.
Stavolta si è di fronte ad un caso di omicidio, in cui tutti i riscontri sembrano portare inequivocabilmente ad un unico sospettato, tanto da far ritenere il caso risolvibile in pochi giorni.
Tuttavia il maresciallo dei Carabinieri Pietro Fenoglio, piemontese trapiantato a Bari, sa bene che un buon investigatore non deve mai innamorarsi delle proprie teorie e deve sempre osservare i fatti da diversi punti di vista per scoprirne eventuali punti deboli.
Il caso, infatti, sembra risolto e l'assassino sembra lampante. Ma manca un movente convincente.
Da qui parte l'approfondimento del maresciallo che, come lui stesso spiega al giovane brigadiere Montemurro, deve portare a ragionare come se si fosse l'avvocato difensore dell'indagato, in modo da trovare le risposte a tutte le possibili obiezioni della difesa.
Infatti la riflessione che emerge dal romanzo è proprio questa: troppo spesso gli investigatori, ma anche i magistrati, si appiattiscono su una ipotesi investigativa e, invece di ricostruire i fatti come davvero si sono svolti, assumono una mentalità secondo la quale sono i fatti che devono "piegarsi" al loro schema concettuale per corroborarlo. Senza riflettere che, così facendo, non si arriva alla verità, ma ad una sua distorta approssimazione.
Sarà proprio l'onestà di pensiero del maresciallo che, alla fine, lo condurrà alla scoperta del reale autore dell'omicidio e alla risoluzione del caso.
Un breve romanzo molto piacevole, scritto come sempre in maniera impeccabile, da leggere in un weekend di fine estate...
Autore Gianrico Carofiglio
Editore Einaudi
Questo saggio, breve ma molto denso, pubblicato per la prima volta negli anni Ottanta, è probabilmente la migliore trattazione in lingua italiana sul Bushido, la "via del guerriero", ossia il codice di comportamento (ma anche uno stile di vita) dei Samurai e che riguardava non solo l'addestramento militare, ma anche l'aspetto etico, morale, filosofico e spirituale del guerriero.
A differenza di molti altri codici di condotta di altre culture, essenzialmente incentrati sull'aspetto militare del combattere, in Giappone fin dal XII secolo si formò un "corpus" di norme per la formazione del guerriero che riguardavano non solo l'aspetto "operativo" dell'arte della guerra, ma anche il perfezionamento dell'animo del guerriero. In Occidente, l'unica tradizione parificabile, a livello ideale, con quella degli antichi Samurai giapponesi è stata quella dei Cavalieri Templari, perché anch'essi coltivavano in pari misura l'abilità in battaglia e la perfezione spirituale, tanto da essere dei veri e propri "monaci-cavalieri".
Lo studio del Bushido, ispirato alle dottrine del Buddhismo Zen, è fondamentale non solo per coloro che sono interessati alla tradizione culturale del Giappone ma, in particolar modo a coloro che nutrono rispetto, studiano o praticano le Arti Marziali giapponesi.
Infatti è evidente che le attuali pratiche di combattimento e di lotta di origine nipponica (Ju-Jitsu, Judo, Karate, Kendo, Aikido e molte altre meno conosciute in Occidente) hanno la loro origine nell'arte della guerra degli antichi Samurai, i quali non erano solo degli abilissimi militari, ma soprattutto fondavano il loro stile di vita sull'etica del Bushido.
Un'etica basata su valori forti, universali e imperituri: onestà, giustizia, coraggio, compassione, cortesia, sincerità, onore, lealtà e senso del dovere. Parole che purtroppo troppo spesso sono dei meri nomi comuni di cose astratte (come insegna l'analisi grammaticale), ma che invece, oggi come nel passato, possono diventare solidi principi di vita, a maggior ragione per i cultori o praticanti delle Arti Marziali giapponesi.
Questo testo offre una base conoscitiva imprescindibile e preziosa per la sua chiarezza e la sua completezza. Una lettura irrinunciabile.
Autore Mario Polia
Editore Il Cerchio