22 ottobre 2016

Il monastero del Vangelo proibito

Il romanzo appartiene al filone fanta-archeo-thriller dove il protagonista, Brenno Branciforte, è uno storico, archeologo, mercante d'arte nonché falsario. Un personaggio che sembra equivoco ma che poi, alla lunga, appare come un uomo mosso da un sincero ideale non corrotto da altri più bassi scopi.
Nella sua avventura incappa in una sequela di personaggi uno più temibile dell'altro, che gli porteranno via il tesoro più prezioso che ha trovato: una bella ragazza che lo affianca nella sua difficile ricerca.
La storia d'amore (immancabile nelle storie alla "Indiana Jones") si inserisce in una trama che ha come fulcro la ricerca del cosiddetto "Vangelo perduto", ossia una lamina in rame risalente all'epoca degli Esseni, coeva ai rotoli del Mar Morto, che si troverebbe in Turchia e che riprodurrebbe il più antico racconto dell'umanità: quello del diluvio universale. Con l'aggiunta di una profezia millenarista che potrebbe salvare il mondo oppure condannarlo ad una irreversibile catastrofe.
L'ambientazione è affascinante, fra Istanbul, Ankara e la Cappadocia più profonda, terra che come poche altre conserva il fascino secolare di una antichissima storia.
In questo ambiente, dove si intrecciano moderne cospirazioni e pericolosi fanatismi, il protagonista si trova accerchiato da numerosi nemici, alcuni conclamati, altri più subdoli, ognuno dei quali vuole impossessarsi dell'antico manufatto per farne l'uso che più gli pare opportuno. Compreso distruggerlo.
Quale sia la profezia annunciata dal reperto è bene non svelarlo, affinché il lettore conservi il piacere dell'avventura. Però una cosa si può dire: una profezia, evidentemente non voluta, si è realmente avverata. Il libro, infatti, pubblicato agli inizi del 2016 mette in filigrana la complicata situazione politica in Turchia, dove gli apparati militari, fedeli al laicismo di Stato inaugurato da Ataturk, non vedono affatto di buon occhio il governo presidenziale, troppo simpatizzante per il fanatismo islamico. Cosa che pochi mesi dopo è culminata nel (finto?) colpo di stato che ha permesso all'attuale presidente di avviare una deriva autoritaria e fideistica, oggi sotto gli occhi di tutti.
L'autore dimostra di orientarsi molto bene nei luoghi e nei territori descritti, anche se la volontà di infittire la trama con continui colpi di scena (anche troppi) sacrifica i dettagli del contesto e lo spessore psicologico dei personaggi, elementi questi che avrebbero indubbiamente apportato ancor più merito al romanzo. Che comunque resta godibile e piacevole.

  Autore Vito Bruschini


  Editore Newton Compton

Nessun commento:

Posta un commento