A differenza di molti altri codici di condotta di altre culture, essenzialmente incentrati sull'aspetto militare del combattere, in Giappone fin dal XII secolo si formò un "corpus" di norme per la formazione del guerriero che riguardavano non solo l'aspetto "operativo" dell'arte della guerra, ma anche il perfezionamento dell'animo del guerriero. In Occidente, l'unica tradizione parificabile, a livello ideale, con quella degli antichi Samurai giapponesi è stata quella dei Cavalieri Templari, perché anch'essi coltivavano in pari misura l'abilità in battaglia e la perfezione spirituale, tanto da essere dei veri e propri "monaci-cavalieri".
Lo studio del Bushido, ispirato alle dottrine del Buddhismo Zen, è fondamentale non solo per coloro che sono interessati alla tradizione culturale del Giappone ma, in particolar modo a coloro che nutrono rispetto, studiano o praticano le Arti Marziali giapponesi.
Infatti è evidente che le attuali pratiche di combattimento e di lotta di origine nipponica (Ju-Jitsu, Judo, Karate, Kendo, Aikido e molte altre meno conosciute in Occidente) hanno la loro origine nell'arte della guerra degli antichi Samurai, i quali non erano solo degli abilissimi militari, ma soprattutto fondavano il loro stile di vita sull'etica del Bushido.
Un'etica basata su valori forti, universali e imperituri: onestà, giustizia, coraggio, compassione, cortesia, sincerità, onore, lealtà e senso del dovere. Parole che purtroppo troppo spesso sono dei meri nomi comuni di cose astratte (come insegna l'analisi grammaticale), ma che invece, oggi come nel passato, possono diventare solidi principi di vita, a maggior ragione per i cultori o praticanti delle Arti Marziali giapponesi.
Questo testo offre una base conoscitiva imprescindibile e preziosa per la sua chiarezza e la sua completezza. Una lettura irrinunciabile.
Autore Mario Polia
Editore Il Cerchio

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