Ma poi, senza nessuna ragione esplicita, uno di loro, Tazaki Tsukuru, viene estromesso dalla compagnia e per sedici anni non vede e non sente più nessuno di loro, restando isolato in una profonda solitudine.
Il libro è il racconto di questi sedici anni: un vero e proprio pellegrinaggio del protagonista che passa da un primo periodo di cupa e tetra depressione, ad un faticoso ritorno alla vita, sempre però venato da una sofferenza di fondo che resta presente continuamente a causa dell'irrisolto motivo della fine di un'amicizia fraterna.
Murakami racconta, con il suo meraviglioso stile di scrittura, questa discesa agli Inferi, questa caduta dentro il ventre della balena (a voler fare un paragone con la biblica storia di Giona) e poi la lenta e accidentata strada per il recupero di un barlume di normalità interiore, così difficile da riconquistare.
Un percorso in "scala di grigi", senza colori, che contrasta nettamente con il periodo dell'adolescenza, così luminoso e felice.
Per riportare sprazzi di colore nella vita del protagonista, sarà provvidenziale l'incontro con una ragazza che, benché anch'essa non priva di ombre, lo incoraggerà ad una svolta finale, in grado di restituire alla vita di Tsukuru una parte di quella luce che era andata perduta.
Non tutti i nodi vengono sciolti, perché la vita spesso non lo consente e il passato non si può cambiare. Però è necessario ritrovare un nuovo punto d'equilibrio che, seppur lontano dall'Eden giovanile, sia la nuova forma di un'esistenza degna di essere vissuta.
Il tono intimista e misterioso della prosa di Murakami affascina e conquista ancora una volta. La perfezione del linguaggio e dei particolari esalta ogni sfumatura di colore e di "incolore" e rende la storia meravigliosamente bella.
Un racconto agile e snello, ma anche (come tutte le opere di Murakami) un'opera letteraria di grande valore.
Autore Haruki Murakami
Editore Einaudi

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