A vederlo da fuori ha proprio un caratteraccio: è un maniaco del rispetto delle regole, soprattutto quelle condominiali, tanto da condurre quotidiane ispezioni mattutine negli spazi comuni onde contestare eventuali violazioni; disprezza tutti coloro che guidano un'auto che non sia una Saab (peggio ancora se tedesca o giapponese); non riesce a capacitarsi di come certa gente conduca la propria vita in maniera sregolata e illogica e sia incapace di usare un banalissimo attrezzo di lavoro.
Per questo, e per il profondo dolore che lo accompagna da quando ha perso la sua amata moglie Sonja, si è rinchiuso in una ermetica solitudine e, ritenendo che la sua vita non abbia più un senso e uno scopo, è fermamente deciso a farla finita.
Ma nei suoi giorni irrigiditi e grigi, nel mentre appronta gli strumenti per il suo liberatorio suicidio, ecco irrompere l'imprevedibilità: una nuova famiglia di vicini, tanto caotica quanto travolgente che lascia allibito Ove per la spregiudicatezza con la quale improvvisano la propria vita, ma che allo stesso tempo non lo possono lasciare indifferente rispetto a questo fatto nuovo della vita.
Da quel momento, piano piano si sovrappongono tutta una serie di eventi che, se da un lato irritano Ove per la loro imprevedibilità (che per lui rasenta l'inconcepibilità), dall'altro cominciano a dare un senso alla sua vita, che forse non vale la pena di troncare bruscamente ma che invece ha ancora qualche utilità per qualcuno.
Romanzo molto piacevole, a tratti davvero divertente, ma allo stesso tempo con una sua profondità di pensiero che invita anche a riflettere sul "menage" della nostra vita quotidiana, che a volte ci propone svolte inaspettate in grado di mettere positivamente in discussione le nostre certezze.
Di fronte al tipico filone "noir" che contraddistingue molti scrittori nordici attuali, questo romanzo è una felice eccezione che merita di essere apprezzata.
Autore Fredrik Backman
Editore Mondadori

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