Storie di vita e, soprattutto, storie di solitudini.
Vicende di fantasia, ma quanto simili a vicende reali!
La prolifica penna di Stefano Benni riesce anche in questo a restituire al lettore una sensazione di verità. A volte cupa e triste, altre volte irresistibilmente divertente, come lui sa magistralmente fare, ma in ogni caso è una sensazione reale.
I personaggi sono molto caratterizzati, in maniera anche volutamente calcata, ma ciò è funzionale allo scopo: quello di mettere a nudo una condizione esistenziale molto (forse troppo) diffusa ai giorni nostri, ossia la solitudine.
Una condizione di vita che tutti ci siamo trovati o ci troviamo ad affrontare e alla quale rispondiamo in maniera diversa. C'è chi fa di tutto per uscirne, magari anche inventandosi soluzioni artefatte (come chi compra due cellulari per auto-telefonarsi e sentirsi meno solo) e c'è chi si compiace del proprio status di monade, fino a quando un'altra monade non lo riporta al contatto umano (come il frate zitto).
Situazioni e personaggi surreali, ma non per questo meno veri.
Storie, quindi, di solitudini individuali che però messe una accanto all'altra, come la sintassi di una misteriosa grammatica, compongono una "frase", danno un senso e chissà che questo non sia proprio il modo di esprimersi di Dio. Che per definizione è l'essere più solo dell'universo.
Una lettura che a volte commuove, altre volte è irresistibilmente comica, altre ancora ci conduce a riflettere su noi stessi in maniera tutt'altro che banale.
Da un autore che non ha bisogno di presentazioni.
Autore Stefano Benni
Editore Feltrinelli

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