26 novembre 2016

Appia

Il poeta latino Stazio la definì la "regina delle lunghe strade".
Stiamo parlando della Via Appia, che da Roma conduceva fino a Brindisi, da cui partivano le rotte per l'Oriente.
Realizzata nel 312 a.C. per volere del Censore Appio Claudio, conduceva inizialmente a Capua, poi fu prolungata fino a raggiungere Brindisi.
Lunga più di 500 chilometri, larga più di 4 metri per consentire il doppio senso di marcia, quasi completamente rettilinea nonostante i valichi appenninici, pavimentata con un basolato che permetteva la perfetta viabilità anche con pioggia e neve grazie ad un meticoloso sistema di drenaggio e con ogni qualsiasi di trasporto, la Via Appia è un'opera ingegneristica stupefacente, sia per la sua perizia realizzativa, sia per la sua straordinaria antichità.
A buon diritto viene considerata la prima grande strada europea e, molto probabilmente, mondiale.
Ebbe una straordinaria importanza in epoca romana, sia per i commerci, che per gli eserciti e per la cultura. Ma mantenne la sua importanza per secoli, tanto che su di essa passarono personaggi memorabili come Federico II e gli eserciti crociati.
Ancora oggi a percorrerla si costeggiano tracce arabe e normanne, bizantine e sveve, che si riflettono nei dialetti, negli usi e costumi della gente, in un crogiolo impressionante di cultura e di testimonianze.
Ed è proprio questo che Paolo Rumiz ha fatto e ci invita a fare: mettersi in viaggio e percorrere a piedi la Via Appia da Roma a Brindisi e viceversa, che è il nostro cammino "laico" (non c'è nessun luogo santo da raggiungere), ma più antico di quello di Santiago, più della Francigena, alla riscoperta di una arteria (nel vero senso del termine) che conduce al cuore della nostra identità.
Un cammino non facile, a causa dell'endemica incuria italica per il nostro straordinario patrimonio culturale che spesso costringe il viandante ad orientarsi senza alcuna segnaletica, aggirare costruzioni abusive, attraversare comuni commissariati per mafia, ma che grazie alle meravigliose mappe di Riccardo Carnovalini che illustrano il libro oggi può essere percorso da chiunque alla riscoperta di un universo di colori, di sapori, di natura, di arte, di tradizioni.
Un invito, quindi, a mettersi in viaggio per riscoprire un pezzo fondamentale del nostro patrimonio, della nostra storia e della nostra identità italiana.
Per apprezzare la ricchezza della nostra cultura e per pretendere che venga valorizzata come si deve: con la gente e per la gente.

 

  Autore Paolo Rumiz


  Editore Feltrinelli

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