03 dicembre 2016

Bussola

I rapporti fra l'Europa e i popoli medio-orientali sono quantomai complessi e l'attualità ci dimostra quotidianamente come possano sfociare in contrasti tremendamente drammatici.
Eppure, al di là degli enormi (e opposti) interessi politici ed economici che sono alla base degli squilibri mondiali, è anche utile cercare di capire quali possano essere i sentimenti profondi che gli europei nutrono nei confronti degli orientali e viceversa.
Perché, a ben vedere, tutto parte da qui.
Ebbene, in questo romanzo, a tratti maestoso e riccamente erudito, si affronta una doppia storia di "amori": quello tra Franz e Sarah, due orientalisti europei affascinati dalle culture turca, siriana e persiana e quello, di più ampio respiro fra Occidente e Oriente nel corso della storia.
Il primo è una chiave di lettura del secondo, anche se il secondo contiene in sé idiosincrasie ben più marcate ed evidenti.
Ripercorrendo le vite e le esperienze di avventurieri, viaggiatori e scrittori che nel corso dei secoli hanno camminato per le esotiche e affascinanti vie dell'Oriente, da Istambul a Palmira, da Damasco a Baghdad, l'autore pone infine la domanda cruciale: per noi Europei, cos'è l'Oriente? Un miraggio sfumato nei fumi dell'oppio e venato da un irrimediabile intento colonialista, oppure la ricerca di un completamento, di una complementarietà in un rapporto di amore-odio nel quale l'uno non può fare a meno dell'altro?
Prima di affibbiare frettolosamente etichette agli altri e considerarli tout-court dei nemici da tenere a distanza, forse è meglio approfondire la conoscenza in maniera non superficiale.
Questo romanzo, a modo suo, aiuta proprio in questo.
E, con il suo stile che qualche critico ha definito "erotismo della cultura", questo romanzo può essere non solo d'aiuto ma anche una fonte di piacere.



  Autore Mathias Enard


  Editore E/O

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