Il contesto storico è quindi molto impegnativo: dall'entrata in guerra dell'Italia, fino alla guerra civile dopo l'8 settembre per arrivare alle estreme conseguenze della distruzione di una nazione.
I membri della famiglia Marinelli incarnano, ciascuno simbolicamente, le più diverse ideologie e visioni del mondo che in quegli anni emersero con prepotenza, in uno scontro reciproco tanto feroce quanto distruttivo: il fascismo, il comunismo, la borghesia, il cattolicesimo, la monarchia, la repubblica, la dittatura...
C'è il figlio cinico e freddo che, dopo aver vissuto il disastro di El-Alamein, torna in Italia mutilato nel corpo e indurito nell'animo, che si dedica a far soldi con iniziative illegali, in un mondo dove oramai più niente è legale.
C'è l'altro figlio che invece crede ciecamente nel fascismo (e dopo l'Armistizio ancor di più) ritenendolo con un atto di fede l'unica via per vivere degnamente e onorevolmente da italiano.
E c'è anche la figlia adottiva che invece combatte per la rivoluzione comunista prossima ventura ed è disposta a sacrificare anche i suoi affetti più cari per i principi di uguaglianza e giustizia sociale.
E se da un lato il padre è un borghese vecchio stampo, fedele al Regime più per dovere istituzionale e senso dell'onore che per convinzione, la madre è una devota cattolica che collabora con l'Arcivescovado in opere assistenziali quanto mai provvidenziali nei durissimi anni di guerra.
Insomma, dal racconto esce un ritratto concreto e credibile di un mondo familiare che, a causa degli opposti ideologismi e dell'apocalisse scatenata dalla guerra, ne esce quanto mai diviso, lacerato, ferito, a causa di un fenomeno storico, quello delle dittature e della guerra, che non ha risparmiato nessuno e che ha portato strazio e disperazione sia fisica che morale in milioni di persone.
Il libro non è un saggio storico, né ha pretese di approfondimento politico. Anzi, l'autore ci tiene a precisare che la sua è soltanto un'opera letteraria che, anche se basata su fatti ed eventi realmente accaduti, vuole solo raccontare un mondo e un'epoca. E in questo ci riesce benissimo, facendo apparire sia i protagonisti che gli eventi molto ben delineati e caratterizzati.
Un libro quindi che è utile leggere, soprattutto per chi quegli anni non li ha vissuti (fortunatamente) e che magari li ha percepiti solo dal racconto dei nonni. Perché a volte un romanzo storico insegna ai posteri molto più di mille dotti scritti accademici.
Proprio come i nonni.
Autore Guido Cervo
Editore Piemme

Nessun commento:
Posta un commento