17 marzo 2018

Il quinto quarto della luna

Arriverà mai il giorno in cui nei Paesi del Medio Oriente si potrà vivere pacificamente, in concordia e prosperità? Arriverà mai il giorno in cui i fanatismi, gli oltranzismi, gli odi reciproci si risolveranno in un più alto concetto di comunità e di umanità?
Ovviamente sono domande che non hanno risposta. E' sempre estremamente difficile fare previsioni ragionevoli sull'evoluzione della Storia, e ancor più quando i fattori in gioco sono così numerosi, complessi e intricati da rendere praticamente impossibile una visione d'insieme.
In questo bel romanzo, Gilbert Sinoué, scrittore franco-egiziano dotato di fine sensibilità, non tenta di dare risposta a domande impossibili. Adotta un altro punto di vista e racconta la vita di alcune famiglie "normali", cioè assolutamente ordinarie e lontane ogni luogo o centro di potere, a Tel Aviv, a Baghdad, a Mossul, al Cairo nel drammatico periodo che va dal'11 settembre 2001, fino al 2007, facendo diventare protagoniste del romanzo persone che si sono trovate ad assistere, loro malgrado, "in prima fila" agli avvenimenti sicuramente più tragici e devastanti degli ultimi anni su scala mondiale.
Il racconto è così abile e a tratti così poetico da rendere il lettore umanamente vicino e partecipe ai dolori e alle sofferenze sperimentate da tante persone medio-orientali negli ultimi decenni.
E così, si riesce a capire che tanti ideologismi che infettano tanto l'Oriente quanto l'Occidente sono quanto di più nefasto la mente umana possa concepire. E come su questi opposti ideologismi si fondino le catastrofiche strategie dei potenti di turno, da una parte e dall'altra, animati solo da un istinto di supremazia che è il contrario del vivere sociale.
Si riesce a capire come, nel quotidiano, la maggioranza delle persone non aspiri altro che alla pace e alla tranquillità, insieme alle proprie persone care, come ogni comunità umana del mondo, ma qui continuamente minacciate da potenti minoranze di agitatori e di guerrafondai di professione.
Si riesce a capire che il bene e il male, la ragione e il torto, la giustizia e l'ingiustizia non stanno mai da una parte sola, perché consapevolmente o meno, ogni azione può avere effetti benefici o catastrofici che si riverberano negli anni e più si dovrebbe essere prudenti e rispettosi dell'altro, più si rinfocolano divisioni e contrapposizioni manichee.
E si riesce, infine, a capire molto sui movimenti migratori che interessano l'Europa.
Un romanzo, quindi, non solo piacevole e molto ben scritto, ma che fa anche riflettere e che invita il lettore ad uno sguardo nuovo su fenomeni così complessi e drammatici.
 

  Autore Gilbert Sinoué


  Editore Neri Pozza

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