Si tratta del dipinto "Sancta Lilias" del pittore inglese Dante Gabriel Rossetti, che nella seconda metà dell'Ottocento fu il fondatore della "Confraternita dei Preraffaelliti", un movimento artistico che si proponeva di far ritornare l'arte inglese al realismo esistito prima di Raffaello.
Anche se il movimento si esaurì nell'ambito dei suoi adepti e non produsse una vera e propria scuola, artisti come Rossetti, Millais, Hunt, Deverell seppero comunque donare alla storia dell'arte una serie di capolavori assoluti che ammaliano, stupiscono e rapiscono qualunque osservatore.
In particolare sono le figure femminili ritratte dai Preraffaelliti che colpiscono al cuore lo spettatore, per la loro bellezza che è allo stesso tempo soave e misteriosa, pura e infinitamente lontana.
Rossetti, artista geniale e di indiscutibile talento, trovò la sua "musa ispiratrice": Elizabeth Siddal, conosciuta come "Lizzie", che fu sua modella, poi amante e infine moglie.
La purezza nivea della pelle, il rosso acceso dei capelli, i tratti eterei del volto, la forma diafana del corpo: per Rossetti lei era la donna perfetta, l'immagine unica e ineguagliabile di un'ideale assoluto di bellezza e di femminilità.
Ed ecco che Lizzie diventò la protagonista di molti dipinti, sia di Rossetti (ad esempio i famosissimi "Beata Beatrix", "Ecce ancilla Domini", "Venus Verticordia", "Persefone"), sia di altri artisti Preraffaelliti, come la celeberrima "Ophelia" di John Everett Millais.
Il libro è un romanzo che racconta la vita di Lizzie anche dal suo punto di vista: la narrazione in terza persona è infatti spesso intercalata da narrazioni in prima persona, dando così al lettore l'opportunità di apprezzare ogni vicenda e situazione anche dalla parte di lei, con l'occhio di lei, con il risultato di fornire un senso di immedesimazione alquanto spiccato.
I moti interiori dell'animo, le passioni, i turbamenti, gli aneliti del cuore, le angosce, gli stordimenti causati dall'uso eccessivo del laudano: tutto questo Lizzie ci racconta in questo romanzo, come in una confessione senza remore e rimorsi.
E tutto questo ci aiuta ad intendere meglio i quadri dei Preraffaelliti. Se fino ad oggi li abbiamo osservati con un certo senso di smarrimento per l'enigmaticità della bellezza femminile che vi è ritratta, adesso, dopo aver letto questo libro, si può sperare di capire.
Perché l'opera d'arte è solo la "cristallizzazione" di un universo di umanissimi sentimenti ed emozioni.
Autore Eva Wanjek
Editore Neri Pozza

Nessun commento:
Posta un commento