18 agosto 2018

Contro il sacrificio

I rituali di sacrificio sono nati con l'umanità e si può dire che l'uomo stesso ha cessato di essere un "animale" ed è diventato qualcosa d'altro quando ha iniziato ad interrogarsi sul senso della vita e della morte e a compiere riti sacrificali.
Il concetto di base è sempre il solito da millenni: offrire a qualche divinità un "prezzo" da pagare in cambio di favori, protezione o per stornare punizioni. Questo "prezzo" è stato, a seconda delle civiltà umane, più o meno cruento, ma in ogni caso sempre orientato ad ingraziarsi quel Nume che si riteneva potesse apprezzare il gesto e garantire benevolenza.
In tutto questo c'è con tutta evidenza una forma di "accordo economico": si offre qualcosa alla divinità non per generosa donazione, ma per ottenerne i favori e compiacenza e questo meccanismo "retributivo" è sempre presente anche in ambito laico. Si pensi al sacrificio che tante persone hanno fatto e fanno per un ideale come la famiglia, la Patria, il Partito o, come fanno i fanatici integralisti, per la conquista del Paradiso, il che è il massimo esempio del "contratto di scambio" in quanto il fanatico offre la sua vita terrena sperando di ottenere in cambio la vita eterna, come se fra i due valori (vita terrena e vita eterna) vi fosse equivalenza.
Massimo Recalcati, in questo saggio, mette in evidenza questi aspetti del concetto di sacrificio, sottolineandone le contraddizioni e, in definitiva, l'assurdità perché il sacrificante, con il suo atto mortificante, finisce per creare egli stesso la propria divinità (che in realtà non esiste) e si compiace in tale azione annichilente, in un perfetto esempio di masochismo. Recalcati non manca di evidenziare come questo modo di pensare abbia permeato (e continui tutt'ora a permeare) anche larghe parti dell'etica cristiana, che per secoli si è orientata verso un'idea di religione colpevolista e penitenziale e, in definitiva, nemica dell'Uomo.
Facendo appello alle più attuali ricerche psicoanalitiche di cui Recalcati è un profondo conoscitore e richiamando l'originale messaggio evangelico, l'autore mette a nudo la prepotenza e l'anti-umanità del Super-Io che detta all'individuo una legge del sacrificio dove impera l'obbligo del "Devi!" contrario alla vita e alla felicità e capace di condurre l'uomo alla nevrosi e alla psicopatia. E, al contrario, mette in luce l'opportunità di seguire una Legge nuova, anzi antica: quella di seguire la propria vocazione.
L'uomo, cioè, deve orientare la propria vita, non verso sterili sacrifici che ne annichiliscono l'esistenza, ma verso la direzione che la sua personale inclinazione gli propone, senza piegarsi a imperativi morali che gli sono estranei. Solo così egli obbedisce alla vera Legge, quella della sua propria vocazione, per un'etica che non è arbitrio ma adesione all'intima natura del proprio essere, dove desiderio e dovere coincidono in una sintesi che è l'unica che può garantire ad ogni uomo la propria felicità.



  Autore Massimo Recalcati


  Editore Raffaello Cortina

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