30 marzo 2019

Sei a zero

Andrea Camatti è un tranquillo quarantacinquenne che trascorre un'esistenza assolutamente normale, fatta di famiglia, lavoro in Comune e pranzi coi parenti.
La sua routine quotidiana viene stravolta quando viene lasciato dalla moglie e si ritrova a vivere da single. Comincia quindi ad interrogarsi sulla sua vita passata, sui suoi errori, sulle occasioni mancate, su quelle colte al volo e, perché no, sul suo futuro.
Si tratta di una sorta di "auto-analisi" psicologica, molto poco professionale e anzi parecchio "fai da te", ma che a poco a poco risulta molto appropriata e in grado di andare al nocciolo delle cose.
In questo percorso, Andrea comincia ad osservare con un occhio più attento non solo sé stesso, ma anche chi lo circonda: dal gruppo di amici storici compagni di tante "zingarate", ai colleghi d'ufficio; dai genitori ai frequentatori del suo bar di fiducia; perfino il suo gatto diventa un silenzioso maestro di vita con il suo atteggiamento distaccato che trasuda sapienza zen...
Con una narrazione molto leggera, sempre brillante e divertente (a volte molto comica), ma mai scontata e banale, l'autore dispiega la vita del protagonista in brevi e fulminanti capitoli con i quali il delicato passaggio esistenziale di un uomo "normale" di mezz'età che si trova a ripensare alla propria vita e al significato della sua esistenza, ce lo fa sentire molto vicino e molto simile a tutti noi.
Infatti, chi non ha mai dovuto fronteggiare gli atteggiamenti della madre sempre pronta ad impicciarsi della vita del figlio anche quando costui è un uomo fatto e finito? Chi non ha mai dovuto ripensare al rapporto con gli amici di una vita, alcuni dei quali restano aggrappati al ricordo della spensierata leggerezza tipica dei vent'anni? Chi non ha mai pensato che la vita di coppia non dovrebbe essere una reciproca sopportazione ma una piacevole complicità?
E in tutto questo: la cosa migliore è tentare di rimettere la propria vita sui soliti binari, sempre molto "normali" e rassicuranti, sulla scia del già vissuto, oppure a 45 anni è il momento di provare a vivere qualcosa di davvero nuovo e inesplorato?
Il tennis (da cui prende spunto il titolo del libro) sarà per tutto il romanzo un'azzeccata metafora di questo percorso.




  Autore Fabrizio Bolivar


  Editore Elliot

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