22 giugno 2019

Proletkult

Torna il collettivo di scrittori bolognesi che si firma con lo pseudonimo "Wu Ming", per un'opera di ambientazione storica che ancora una volta ha per contesto una Rivoluzione.
Se in "Q" la Rivoluzione era quella del Cinquecento, sull'onda della Riforma Protestante e dei conflitti fra Cattolici e Luterani e fra Protestanti tra loro, e nell'"Armata dei Sonnambuli" la scena era quella della Rivoluzione per antonomasia, cioè la Francese, adesso l'ambientazione è un'altra Rivoluzione epocale, che ha segnato i destini del mondo: la Rivoluzione Russa.
Per la precisione, la scena si svolge nel 1927, in prossimità con la celebrazione del primo decennale della Rivoluzione, dove Stalin sta per tracciare il solco definitivo fra amici e nemici all'interno del Partito Comunista Sovietico, in vista della sua personale dittatura.
Ma questa ambientazione è solo lo spunto per ripercorrere con numerosi flashback la storia della Rivoluzione Russa e anche della Prima Guerra Mondiale, anche se non si tratta certo di un saggio storico, ma gli eventi vengono raccontati "in presa diretta" da chi personalmente li ha vissuti e quindi con il taglio del racconto che risente delle opinioni personali, delle aspettative e delle idee del narratore di turno. Il che serve a far emergere con rara schiettezza la struttura mentale e il modo di pensare dei rivoluzionari comunisti, davvero sorprendente e affascinante.
Ecco quindi che il romanzo si sviluppa in 3 parti, ciascuna di 11 capitoli, per un totale di 333 pagine, con una struttura anche narrativa talmente "scientifica" da rappresentare alla perfezione l'idea alla base del Socialismo Sovietico: la creazione di un uomo nuovo, dove scienza e letteratura fossero unite in una sintesi razionale perfettamente univoca e simbiotica, capace di rendere possibile l'impossibile: far sì che Libertà e Collettivismo fossero sinonimi.
C'è un pianeta esterno al Sistema Solare dove un razza di esseri intelligenti è riuscita a realizzare tutto questo. Ciò che nel romanzo del 1908 "Stella Rossa" di Bogdanov era solo una ipotesi di fantascienza, sembra che invece sia reale. E' davvero così? Ma soprattutto: è possibile che ciò accada sulla Terra? Riuscirà la Rivoluzione Russa a conquistare il mondo fino alla sua definitiva realizzazione? Gli umani sapranno evolversi verso la perfezione Socialista?
Una particolarità del romanzo altamente stimolante (come in tutti i romanzi del collettivo Wu Ming) è di appoggiarsi a personaggi assolutamente reali, come Aleksandr Molinovskij, più noto con lo pseudonimo di Bogdanov, rivoluzionario della prima ora, ma anche scienziato, medico e autore proprio del romanzo "Stella Rossa", nel quale la "fantascienza" non era un esercizio di svago, ma più profondamente l'espressione della tensione verso il futuro che animava i rivoluzionari russi. C'è molto che fa riflettere, in tutto questo, anche nel mondo globalizzato e senza ideali di oggi.
Ancora una volta un romanzo assolutamente da non perdere. Anche se forse non raggiunge le vette di bellezza assoluta dei primi due citati in apertura, "Proletkult" permette di guardare con un occhio nuovo e una prospettiva nuova alla Rivoluzione Russa e al credo Socialista. E si può esser certi che non è un esercizio inutile: anzi, al giorno d'oggi, probabilmente è uno degli esercizi intellettuali più necessari da fare.
Perché "un romanzo che non aiuta a capire meglio l'uomo, non è un buon romanzo". E questo è un buon romanzo.

Autore: Wu Ming

Editore: Einaudi

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