04 aprile 2026

Verranno a chiederti di Fabrizio De André

Dopo le monografie su Franco Battiato, Lucio Battisti e Giorgio Gaber, Andrea Scanzi dedica il suo ultimo lavoro ad un'altra leggenda della musica italiana, nonché suo "amore" fin dai tempi in cui era studente: Fabrizio De André.

Un autore conosciutissimo dai giovani e dai meno giovani, ma che è sempre un piacere riscoprire, ripercorrendo la sua vita, a tratti difficile e molto travagliata, che l'ha segnato profondamente e, d'altro canto, gli ha permesso di comporre opere musicali talmente importanti da meritare la definizione di veri e propri capolavori.

Perché in primo luogo, Faber (così iniziò a soprannominarlo Paolo Villaggio, suo inseparabile amico e compagno di avventure) era un poeta e i testi delle sue canzoni sono talmente belli, dal punto di vista estetico, narrativo ed emozionale, da colpire al cuore qualunque ascoltatore, che non può restarne indifferente (altrimenti non si è umani).

Infatti, a chi sostiene che De André sia stato il "Bob Dylan italiano", molti (fra cui Scanzi) ribattono che era Dylan ad essere il "De André americano"... Un autore quindi come se ne vedono pochi, che riesce a trovare le parole per esprimere concetti, sensazioni ed emozioni che ognuno di noi ha sperimentato nella vita, ma che nessuno di noi riesce ad esprimere con le parole. Ogni tanto (molto raramente), qualcuno riesce a farlo, nella letteratura, nell'arte e anche nella musica e Faber è stato uno di questi spiriti eletti: capace di mettere in rima anche l'indicibile.

Il sentimento che l'ha sempre animato era di raccontare la vita degli ultimi e le sue canzoni dedicate ai disperati, agli emarginati, alle prostitute, sono diventate immortali e hanno contribuito ad elevare ad una immensa dignità tutti coloro che la società ha condannato senza appello. Il suo è stato spesso un "Vangelo laico", dove "ladri e prostitute vi precederanno nel Regno dei Cieli". Senza nessuna retorica ed epica, ma con parole e musica come uniche armi, ha saputo conquistare l'amore incondizionato di milioni di persone.

Una vita, quella di Fabrizio, che merita di essere conosciuta per apprezzare ancor di più (se mai fosse possibile) le sue opere. Andrea Scanzi ci aiuta in questo, senza timore di esprimere tutto il suo affetto incondizionato per un autore che nessuno si stancherà mai di ascoltare (altrimenti, giova ripeterlo, non si è umani).

Autore: Andrea Scanzi

Editore: PaperFirst

21 marzo 2026

Cesare

I "Commentarii de bello Gallico" sono il resoconto della conquista della Gallia scritti direttamente da Giulio Cesare. Di solito sono studiati dagli studenti del liceo per le versioni di latino, perché Cesare era, fra le altre cose, un eccellente scrittore. Ma spesso, per studiarne la forma linguistica, si perde l'attenzione sul contenuto dello scritto e non si apprezza l'epopea che viene narrata in questo celeberrimo libro, opera del più celeberrimo condottiero della Storia.

Alberto Angela, in questo libro, fa proprio questo: riprende in mano il "De bello Gallico" e lo racconta contestualizzando i fatti, tracciando la storia di Roma e delle tribù galliche, incorniciando i profili delle grandi personalità di quel tempo, come Cicerone, Pompeo Magno, Marco Antonio, Cleopatra. Ma anche e soprattutto raccontando il profilo umano, caratteriale, sentimentale e spirituale di Cesare, uno degli uomini più famosi della storia per il semplice motivo che è uno che la Storia l'ha fatta davvero.

Ecco quindi che nel racconto di Alberto Angela, Cesare diventa un uomo che, sfrondato dal mito che da millenni gli è stato calato addosso, appare con i pregi e le debolezze tipiche di ogni uomo. Certamente Cesare ha una intelligenza ben superiore alla media, un carisma eccezionale, una forza di volontà talmente tenace da essere indistruttibile. Ma è anche un uomo che ha paura e che scarica la sua paura in azioni eccessivamente violente. Un uomo che ha dei dubbi (come tutte le persone intelligenti) che a volte affronta con l'astuzia, altre con la forza. Un uomo capace di amare senza riserve, ma anche di tradire e abbandonare, ben sapendo di essere egli stesso oggetto di sconfinato amore e di altrettanto sconfinato odio.

I cinque anni della conquista della Gallia sono probabilmente l'impresa militare più grandiosa della storia umana, non solo per come si è svolta in quei cinque anni, ma per gli effetti culturali duraturi che ha avuto nel tempo. La Gallia infatti diventerà una delle province più "romane" dell'Impero; da essa verranno i Franchi, rifondatori dell'Impero medievale e la Francia sarà per sempre una protagonista fondamentale dell'Europa, anche oggi nell'Unione Europea.

Tutto nasce con Cesare, con la sua ambizione, il suo genio, la sua visione.

Ripercorrere la sua impresa con questo libro è una lettura affascinante, appassionante e che ci fa sentire la nostra Storia una cosa viva e vitale, da conoscere e da amare.

Autore: Alberto Angela

Editore: Mondadori

07 marzo 2026

Il cerchio dei giorni

Stonehenge è senz'altro il sito megalitico più famoso del mondo. Le sue pietre ciclopiche, la sua conformazione circolare e la sua posizione in mezzo ad una vasta pianura ne fanno un luogo che lascia stupefatti e ammaliati.

Non è chiaro chi lo abbia costruito, quando e perché. Ci sono varie teorie e dibattiti anche accesi fra gli studiosi, ma come ogni grande opera della storia più antica dell'uomo, resta enigmatica e proprio per questo incessantemente affascinante.

Ken Follett, famosissimo autore di spy story ma anche di grandi saghe (da "I pilastri della terra" in poi), si lascia conquistare dai misteri di Stonehenge e ci costruisce un romanzo, dando una versione della storia.

Siamo circa 2.500 anni prima di Cristo. I gruppi umani che abitano in quella parte di territorio che oggi identifichiamo con il Wiltshire in Inghilterra sono costituiti da tribù, alcune dedite alla pastorizia, altre all'agricoltura e altre infine alla cavatura di selci con le quali costruire gli attrezzi e utensili necessari per la sopravvivenza.

Queste tribù si ritrovano in particolari momenti dell'anno dedicati a riti religiosi, il più importante dei quali è la festa di mezza estate, che unisce alla ritualità spirituale di devozione al Dio Sole, la possibilità di commerciare tramite il baratto, in modo che ogni tribù possa acquisire i prodotti delle altre tribù tramite scambi. E' il modo perché ciascuno abbia ciò che gli serve, in maniera equa e sostenibile.

Seft è un giovane cavatore di selce, innamorato di Neen, una ragazza che fa parte della tribù dei pastori, con uno spiccato carisma spirituale. Entrambi hanno il sogno di una vita migliore e quando la sopravvivenza per le tribù si fa dura a causa di una carestia e rischiano di scoppiare tensioni e rivalità fra i vari gruppi umani, uniscono le loro forze, radunando tanta gente, per un progetto impossibile: costruire un tempio che rappresenti l'unità e la comunità fra le varie tribù  e il loro comune destino. E dall'altro sia strumento di conoscenza per il conteggio del tempo e delle stagioni, a vantaggio di tutti.

Un progetto talmente ambizioso da sembrare folle. Ma come l'autore ha già raccontato nei suoi precedenti romanzi, a volte sono le persone normali a fare la Storia. Persone determinate, volenterose e con dei solidi valori che mettono in gioco tutte sé stesse per un fine più grande.

La costruzione di Stonehenge sarà un esempio di questo spirito indomito per i millenni a venire.

Autore: Ken Follett

Editore: Mondadori

21 febbraio 2026

Sull'eguaglianza di tutte le cose

Il Novecento è stato senz'altro un secolo di grandi rivoluzioni scientifiche, come non si vedeva dai tempi di Galileo e di Newton. Le teorie della relatività di Einstein e la meccanica quantistica ci hanno costretto a ripensare totalmente il mondo in cui viviamo, dai sistemi cosmologici fino all'universo sub-atomico.

Una rivoluzione talmente efficace che ha cambiato per sempre anche le nostre abitudini quotidiane: oggi ognuno di noi usa Google Maps per trovare una strada o un ristorante, anche senza sapere che ciò è possibile grazie ai satelliti in orbita che funzionano così bene proprio grazie alla relatività di Einstein. E Google Maps gira sui nostri smartphone fatti di micro-componenti e super-conduttori che funzionano così bene proprio grazie alla meccanica quantistica.

Non si può quindi mettere in dubbio che le scoperte scientifiche del Novecento si basano su teorie solidissime e talmente valide da vederne gli effetti pratici ogni giorno sotto i nostri occhi.

Eppure anche agli scienziati più brillanti sfugge la conoscenza del fondamento di tutto questo. Sì, perchè se da un lato la relatività e la meccanica quantistica funzionano benissimo, dall'altro non si capisce come mai e soprattutto non si intravede cosa ci sia alle fondamenta della realtà. Più ci si spinge alle radici della realtà, più questa diventa sfuggente, impossibile da afferrare e da descrivere in modo coerente e soprattutto verificabile.

Carlo Rovelli, senz'altro uno scienziato brillante e acuto, riflette su tutto questo e in questo libro espone la sua idea: la realtà è come un caleidoscopico gioco di specchi, dove non esiste un fondamento primario e assoluto, dove vige una ineliminabile incertezza di base e dove ogni parte riflette il tutto, come se ogni fenomeno della realtà fosse una "trama" del tessuto di cui è fatto l'universo. E anche noi siamo parte di questa "trama", immersi in questo gioco di specchi nel quale è impossibile essere "osservatori esterni".

Se così è, diventa fatica sprecata cercare il fondamento di tutte le cose, che probabilmente non arriveremo mai a conoscere perché probabilmente non esiste. Serve piuttosto capire che ogni cosa porta in sé il riflesso del tutto perché in fin dei conti, tutte le cose sono uguali e non esiste qualcosa di più importante o di più fondamentale di qualcos'altro.

La conclusione di questa riflessione, a tratti vertiginosa e stupefacente, riporta alla mente un racconto di Zhuangzipoeta e filosofo dell'antica Cina: "Stanotte ho sognato di essere una farfalla. Ma ora non so più se sono stato io a sognare la farfalla o se è la farfalla che sta sognando me".

Autore: Carlo Rovelli

Editore: Adelphi

07 febbraio 2026

Un omicidio a Parigi

Parigi, 2025: la novantaseienne Josephine si presenta nella hall del prestigioso Hotel Lutetia confessando di chiamarsi in realtà Sophie e di aver commesso un omicidio ottant'anni prima nella stanza n. 11 di quell'albergo. Viene quindi chiamata la Polizia, che prende in custodia l'anziana signora e contatta la nipote Olivia, unica parente, che abita a Londra.

Olivia si precipita a Parigi, dove ha vissuto la sua giovinezza, e alla Polizia riferisce che la nonna è affetta da demenza, per cui la sua presunta "confessione" deve essere considerata un confuso ricordo mescolato a fantasia per cui poco attendibile. Se non che la notte stessa la nonna viene uccisa per cui i sospetti che quella rivelazione abbia basi di verità impone di indagare seriamente sui fatti.

Ecco che si apre la seconda linea temporale del romanzo: quella che si svolge nel 1945 quando la Seconda Guerra Mondiale è finita e Parigi è stata liberata. I francesi sopravvissuti che il governo collaborazionista aveva consegnato ai nazisti per essere spediti nei campi di concentramento, ritornano nella città liberata, ma prima vengono ospitati nell'Hotel Lutetia, trasformato in centro di accoglienza, per essere valutati e interrogati. Non si vuole infatti che fra i presunti reduci dai campi di sterminio si nascondano ex collaborazionisti che vogliono sfuggire alla loro condanna.

Nella stanza n. 11 dell'albergo si ritrovano Josephine e Sophie, due donne che prima della guerra erano amiche inseparabili, ma che la guerra ha diviso irrimediabilmente, conducendole ad essere nemiche in maniera irriducibile.

Solo una di loro uscirà viva da quella stanza e Olivia trascorrerà i suoi pochi giorni a Parigi nel tentativo di capire come siano andate davvero le cose ottant'anni fa: sua nonna è stata la donna che ha sempre creduto che fosse, oppure nascondeva una terribile verità che solo l'alterazione di coscienza dovuta alla malattia ha fatto riemergere?

Con uno stile sapientemente leggero, pur raccontando vicende altamente complesse e drammatiche, l'autore confeziona un romanzo avvincente e profondo, giocando sui continui rimandi fra presente e passato e su come la storia umana condizioni le vite delle persone.

Perché tutto ciò che è stato fatto, nel bene e nel male e anche ottant'anni prima, prima o poi manifesterà le sue conseguenze.

Autore: Matthew Blake

Editore: La nave di Teseo

24 gennaio 2026

L'ultimo segreto

Dopo quasi dieci anni dall'ultimo romanzo, Dan Brown torna in libreria con il suo ultimo lavoro, ambiento in una Praga magica (in tutti i sensi), con protagonista il consueto indagatore del simbolismo, Robert Langdon, e la sua collega e ora compagna Katherine Solomon, esperta di Noetica, invitata appunto a Praga per una conferenza dove lei intende illustrare le sue più recenti e clamorose scoperte che è in procinto di pubblicare, sulla mente umana e sulle sue potenzialità.

La Noetica, infatti, è lo studio della coscienza e di quanto il potere della mente possa trovare sviluppi impensabili. Per gli scienziati si tratta di una "pseudo-scienza" ma Katherine è convinta di avere le prove scientifiche della fondatezza delle sue tesi e il manoscritto in possesso del suo editor è quasi pronto per divulgare al mondo le sue scoperte.

Ma Katherine non è l'unica che nel tempo si è occupata di questa "scienza di confine". Un'altra potente organizzazione ha segretamente seguito i suoi studi e i suoi progressi e, sulla base di questi, ha costruito, proprio a Praga, un laboratorio ultra segreto per testare le applicazioni pratiche delle tesi del rapporto mente-corpo per farne un uso non propriamente scientifico, bensì di potere tecnologico. Gli studi di Katherine, infatti, possono rappresentare una svolta per il futuro dell'umanità, ma possono anche diventare una potente arma più pericolosa di qualunque ordigno bellico.

Ecco quindi che Katherine e Robert si trovano al centro di un intrigo nel quale il suo manoscritto sparisce dalla banca dati della casa editrice gettando nel panico il suo editor, accadono misteriose uccisioni e vengono braccati dai servizi segreti cechi da un lato e dall'ambasciata degli Stati Uniti dall'altra.

Insomma, sembra proprio che ciò che Katherine ha scoperto e che si apprestava a pubblicare sia un segreto troppo importante e troppo pericoloso per essere svelato a chiunque e potenti organizzazioni che agiscono nell'ombra si muovono per evitare che questo accada, con tutti i mezzi possibili, leciti ed illeciti.

Ancora una volta Dan Brown, con il suo stile di scrittura incalzante e tipico di uno sceneggiatore cinematografico, catapulta il lettore in una vorticosa giornata in cui accade di tutto, sempre sul filo dell'esito fatale, fino alle estreme conseguenze. E ancora una volta, come nei romanzi precedenti, l'autore crea la propria opera di finzione letteraria basandosi però su presupposti veri e su studi reali, lasciando nel lettore il "magico" dubbio su dove finisca la verità e dove inizi l'immaginazione.

Autore: Dan Brown

Editore: Rizzoli

10 gennaio 2026

Verrà l'alba, starai bene

Veronica è una donna di trent'anni che ha subito un fortissimo trauma. Distrutta dal dolore, decide di abbandonare i propri genitori e il proprio compagno, fuggendo da tutto e da tutti.

Arriva in Australia, dove inizialmente lavora come cameriera per guadagnarsi da vivere, ma poi, essendo una persona intelligente e capace, riesce a trovare un impiego più confacente: responsabile dell'organizzazione di eventi. Nel suo lavoro è talmente brava che in breve tempo fa carriera, guadagna molto e si conquista l'apprezzamento e l'ammirazione dei suoi colleghi e dei suoi superiori.

Tutto questo lo conquista, non solo grazie alle sue capacità, ma anche perché si dedica anima e corpo al lavoro, con ossessione maniacale, e lo fa per non pensare ad altro, per non far riemergere mai nel suo animo il dolore da cui è fuggita.

Tuttavia ciò ha un prezzo: le sue giornate sono piene per il lavoro e il suo poco tempo libero lo passa in palestra, allenandosi fino allo sfinimento perché nel suo ambiente è categorico avere un aspetto irreprensibile. Ma la sera, quando rientra a casa, da sola in stanze immacolate ma asettiche, senza alcun calore umano e familiare, sente fortissima la solitudine e la notte non riesce a dormire per l'ansia e lo stress che la sopraffanno.

Decide, quindi, di prendersi un periodo di ferie per tornare in Italia, ma quando il suo aereo fa scalo in Sri Lanka, prende una decisione da pazzi: resta lì. Veronica si trova quindi in un Paese sconosciuto, senza nessuna programmazione e preparazione e dopo alcune disavventure, incontra una ragazza giovane, italiana come lei e come lei fuggita da una vita segnata da un profondo dolore.

Cominciano quindi a frequentarsi e piano piano scopriranno di essere molto diverse ma allo stesso tempo molto affini, per la sofferenza che hanno vissuto e accumulato e che entrambe non sono in grado più di sopportare. Finché non si gettano in una esperienza assolutamente nuova e ignota, ossia frequentare un centro Ayurveda verso cui Veronica è inizialmente molto scettica, che però insegnerà a ciascuna ad affrontare i vecchi dolori, a conviverci e a ri-orientare la vita verso nuove possibilità.

Ancora una volta Gianluca Gotto confeziona un romanzo motivazionale, dove affronta i più profondi disagi del nostro stile di vita occidentale, tutto orientato all'apparire e al risultato ma che genera dosi di stress spropositate e insopportabili, proponendo un cambio di rotta che si ispira allo stile di vita orientale, per certi versi più "arretrato" rispetto al nostro, ma per molti altri, più progredito perché "a misura d'uomo".

Un invito a cessare di correre (non si sa verso dove e perché), per fermarsi a riflettere su cosa ci fa stare realmente bene.

Autore: Gianluca Gotto

Editore: Mondadori