24 ottobre 2026

L'ultimo turno

In un palazzo molto prestigioso di New York, il "Bohemia", vivono residenti che appartengono all'élite economica e culturale della città.

E mentre negli appartamenti si vive nel lusso e si esibiscono arredi e ornamenti degni di una galleria d'arte, il personale di servizio dello stabile è composto da afroamericani e ispanici, in ossequio ad una secolare tradizione di divisioni in classi sociali.

Chichy è uno dei portieri del palazzo: sempre inappuntabile nella sua livrea, esibisce gentilezza ed estrema disponibilità ai residenti, com'è previsto dal suo ruolo, ricevendone in cambio a volte sorrisi e ringraziamenti, ma più spesso nemmeno un cenno di saluto.

Ma d'altra parte si tratta di una realtà che, in piccolo, è rappresentativa della natura della città di New York: una minoranza di bianchi e ricchissimi potenti che vive fianco a fianco (anzi, più spesso, sulle spalle) di un'altra classe sociale di latinix, africans, ecc. le cui prospettive di vita e di futuro sono già scritte in partenza.

In questo contesto, dove i contrasti sociali sono fortissimi nelle strade e si riverberano anche negli ambienti di vita e di lavoro, l'autore intesse un romanzo giallo sorprendente e innovativo, dove non c'è la classica indagine del detective per scoprire l'assassino, ma c'è una intrecciato caleidoscopio di umanità, ognuna portatrice o di grandi istanze di riscatto o del più bieco opportunismo, che le vicende narrate portano a scontrarsi e a deflagrare, fino ad un inaspettato finale.

Ottima narrazione in cui viene offerto un ritratto della New York di oggi assolutamente spietato e feroce, con le sue laceranti contraddizioni che ne fanno ad un tempo una città tremendamente affascinante e diabolicamente perversa.

Con tutta la sua varia umanità, alla quale, come lettori, ci diciamo di non appartenere ma a cui forse, anche non volendolo, apparteniamo.

Autore: Chris Pavone

Editore: Feltrinelli

Nessun commento:

Posta un commento