Giulia ha 17 anni e vive con sua madre in un piccolo e tranquillo paese di provincia. La sua vita non è facile perché sua madre ha mille debolezze e suo padre le ha da tempo abbandonate, essendo un irresponsabile.
Per fortuna che c'è Christian Costa, un suo coetaneo che conosce fin dalle elementari e col quale ha un'amicizia e una confidenza come con nessun'altra persona al mondo. Il loro rapporto non è fatto di molte parole, ma si intendono spesso anche senza parlare. Si capiscono e sanno di esserci l'uno per l'altro quando serve. E si rispettano a vicenda, riconoscendo l'uno nell'altro le qualità e le doti che mancano ad ognuno. Insomma, un rapporto di amicizia veramente autentico e che fra i giovani non è facile trovare.
Ecco perchè Giulia è quasi di casa nella famiglia Costa e conosce molto bene i suoi genitori e il loro figlio minore Filippo. Una famiglia per molti aspetti perfetta, che poggia su una sicura solidità economica (a differenza della sua), dove l'impegno a dare il meglio di sé è sempre stimolato e supportato (mentre Giulia in casa sua deve spesso badare a sé stessa) e dove, sia in casa che nei rapporti sociali, si coltiva l'equilibrio, il dialogo e il rispetto reciproco.
Quando una sera, dopo una giornata di festa, Filippo viene trovato da sua madre nella tavernetta accoltellato e in fin di vita, esplode la fine del mondo. La Polizia mette sotto sequestro l'ordinata e fino ad allora immacolata villetta della famiglia Costa e convoca in commissariato tutti i vicini e i conoscenti per individuare l'autore dell'aggressione.
Ed ecco che Giulia si ritrova in commissariato, davanti a due poliziotti prima e ad un poliziotto e ad una psicologa dopo, per riferire tutto ciò che sa sulla famiglia. Inizia quindi il racconto di Giulia nel quale, dal suo particolare punto di vista, descrive le dinamiche familiari di cui è stata testimone per tanti anni, nella loro semplice essenza, che da un certo punto di vista appaiono tranquillizzanti e, da un altra angolazione, inquietanti.
Un racconto che farà emergere a poco a poco, con progressiva e straordinaria lucidità, una verità sconvolgente: che il male può annidarsi anche in meccanismi perfettamente funzionanti ed efficienti e l'unico modo per rendersene conto è osservare il vuoto di gesti e di emozioni che questi meccanismi possono creare.
Un romanzo intenso, a tratti scioccante, che ci costringe a vedere i fatti di cronaca nera e di violenza domestica, spesso sbandierati in tv e su internet con toni sensazionalistici e volutamente superficiali, con un approfondimento indispensabile per poterli capire e, soprattutto, per imparare a prevenirli.
Autore: Stefania Andreoli
Editore: Rizzoli

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