Primavera 1983: la giovane Becks scopre che suo zio, recentemente scomparso, le ha lasciato quattro floppy disk contenenti un videogioco testuale che aveva iniziato a scrivere dando il compito proprio a lei di completarne la scrittura. Non sa che tutto ciò le sopravviverà per centinaia di anni.
Fine del XXI secolo: la biologa Tamar scopre il modo di integrare la vita biologica con quella sintetica creando una serie di robot animati dall'intelligenza artificiale e capaci di ragionamento e di pensiero forse più umani degli umani.
XXVI secolo: in una Terra devastata dal cambiamento climatico e in gran parte sommersa dagli oceani a causa dello scioglimento dei ghiacci, Yesiko, una cercatrice di tesori sui relitti di imbarcazioni di epoche passate, accetta una missione che potrebbe cambiarle la vita oppure fargliela perdere. Mentre, nello spazio profondo, l'astronauta California infrange le regole d'ingaggio per svelare un mistero che attraversa il tempo e lo spazio.
A collegare queste storie e queste donne, appartenenti ad epoche così lontane fra loro, è il videogioco di Becks che rappresenta il filo invisibile che unisce le protagoniste, a loro modo pioniere verso un futuro inimmaginabile.
Il romanzo intreccia i piani temporali con continui flashback, che non si limitano a richiamarsi a vicenda, ma che sottintendono rimandi simbolici e risonanze emotive che il lettore inizia a percepire non senza una buona dose di "fatica". La lettura, infatti, è complessa e richiede al lettore un grado di attenzione e di concentrazione non lieve. Ma questa è proprio la bellezza dei romanzi esigenti: non un semplice intrattenimento, ma una discesa verso la profondità del senso delle cose, che poi è il compito più alto della letteratura.
Del resto l'autrice, prima che scrittrice, è poeta per cui abilissima nel tratteggiare universi profondi, soprattutto emotivamente e spiritualmente. Anche le sezioni più apertamente di "fantascienza" in realtà sono un modo per scandagliare l'essenza dell'essere umano e le prospettive di vita sul pianeta Terra.
La scrittura, oltre che impegnativa, ha uno stile e un ritmo che si potrebbero definire "musicali" in cui i motivi ricorrenti riecheggiano potentemente da un'epoca all'altra. E sono motivi e tematiche universali: la capacità di ogni essere umano di essere parte di un tutto che viene prima di lui e continua dopo di lui. Una capacità simbolicamente rappresentata dal raccontare storie.
In questo non v'è chi non veda la lezione dell'Odissea: Ulisse è l'archetipo del narratore di storie. Il suo mito non è tanto nel compiere imprese, ma nel saperle raccontare. Solo questo dà modo agli esseri umani di dare un senso alla propria breve vita.
Siamo un filo di una corda intrecciata, in cui ciascun filo è fragilissimo e incapace di tenere insieme il tutto, ma intrecciati a tutti gli altri fili possiamo costruire una storia forte e resistente che valica i secoli e le generazioni.
Autore: Portia Elan
Editore: E/O

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