Nella città viene chiamato Galileo, già professore a Padova, per la sua perizia in costruzioni difensive militari, materia sulla quale ha già scritto dei saggi, affinché progetti i rafforzamenti necessari per rendere ancor più sicura la fortezza.
Ma l'attenzione del grande scienziato viene presto distolta dal rivelamento di un manufatto, chiamato "l'occhio di Dio" che sembrerebbe in grado di sviluppare in modi misteriosi un effetto magnetico anche su oggetti non ferrosi. Affascinato dal fenomeno, Galileo si dedica anima e corpo a creare una macchina che possa amplificare tali effetti per uso bellico, senza però rendersi conto fino in fondo che ciò sollecita l'attenzione interessata da un lato del Senato veneziano e dall'altro del Sultanato ottomano, che dopo la battaglia di Lepanto si guardano in cagnesco, animati da tendenze opposte fra la pace e la guerra.
Galileo si trova, quindi, in un gioco più grande di lui, nel quale ha una gran parte una misteriosa e bellissima donna, una girovaga guerriera in cerca di vendetta, che contribuirà non poco a confonderlo.
L'autore si cimenta, in questo romanzo, con una figura storica gigantesca: quella di Galileo, universalmente riconosciuto come il padre della scienza moderna, e perciò ampiamente mitizzato.
Giulio Leoni, invece, descrive un Galileo uomo fra gli uomini, senz'altro dotato di una intelligenza superiore, ma comunque afflitto dalle debolezze tipiche di ogni essere umano, che alla fine lo fanno scendere da quell'artificioso piedistallo sul quale spesso è stato posto, per riportarlo ad una dimensione più vicina a noi.
Come sempre nei suoi romanzi, l'autore si appoggia ad una rigorosa e precisa ricostruzione del contesto storico, inserendovi tuttavia elementi immaginari che, grazie all'abilità narrativa, si inseriscono bene nella trama, rendendo il quadro credibile e appassionante.
Un'altra buona prova di un autore che fa sempre piacere leggere.
Autore Giulio Leoni
Editore Nord

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